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Lectio Stoppino: la povertà della democrazia liberale

14ott16:00Lectio Stoppino: la povertà della democrazia liberale

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Le democrazie liberali hanno vinto la Guerra fredda. Ma vincere una guerra non significa necessariamente aver risolto le contraddizioni che l’hanno attraversata. È da questa frattura — tra ciò che il liberalismo ha promesso e ciò che le democrazie contemporanee sono riuscite realmente a garantire — che prende avvio la Diciottesima Lectio Mario Stoppino.
Mercoledì 14 ottobre, alle 16, nell’Aula Volta del Palazzo Centrale dell’Università di Pavia, Nadia Urbinati, professoressa di Teoria politica e Studi ellenici presso il Department of Political Science della Columbia University di New York, terrà la lectio dal titolo La povertà della democrazia liberale. Perché il liberalismo della Guerra Fredda non ha preparato i regimi democratici a resistere all’autoritarismo. A introdurre l’incontro, organizzato dal Collegio Ghislieri in collaborazione con l’Università di Pavia, saranno Alessandro Maranesi, Rettore del Collegio Ghislieri, Silvia Figini, Direttrice del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, e Francesco Battegazzorre, Ordinario di Scienza Politica.

Il titolo della lectio contiene già una domanda radicale: il liberalismo costruito durante la Guerra fredda aveva gli strumenti teorici e politici necessari per preparare le democrazie ad affrontare nuove forme di autoritarismo?
Nadia Urbinati è una studiosa di teoria politica specializzata nel pensiero politico moderno e contemporaneo, nella teoria democratica e nelle tradizioni democratiche e antidemocratiche, con particolare attenzione al rapporto fra democrazia, liberalismo, rappresentanza e sovranità. «La sua ricerca – spiega Francesco Battegazzorre – si è concentrata in modo particolare sulla democrazia rappresentativa e sulle trasformazioni che ne hanno modificato strutture e significato.
Per decenni, il confronto tra liberalismo occidentale e comunismo ha costituito una delle principali cornici attraverso cui leggere la politica del Novecento. Urbinati ha dedicato parte significativa della propria ricerca proprio al rapporto fra liberalismo, democrazia e Guerra fredda, analizzando anche il confronto fra Norberto Bobbio e i dirigenti del Partito comunista italiano negli anni Cinquanta e gli effetti che l’ideologia della Guerra fredda ebbe sulla riflessione democratica italiana». Tra i suoi lavori figurano Representative Democracy: Principles and Genealogy, Democracy Disfigured, Me the People: How Populism Transforms Democracy e Mill on Democracy. Una parte importante della sua riflessione riguarda il rapporto fra democrazia e disuguaglianza e le difficoltà delle istituzioni democratiche nel contenere gli squilibri di potere prodotti dalla crescente disuguaglianza economica e politica.

«Non è dunque una riflessione astratta sulla democrazia – sottolinea Battegazzorre –. È una ricerca sulle sue strutture: sulle istituzioni, sulla rappresentanza, sull’uguaglianza politica, sul rapporto fra libertà e potere». Ed è proprio perché la questione non appartiene soltanto al passato che la lectio arriva nel pieno di un dibattito internazionale sulle tensioni che attraversano le democrazie contemporanee e sul rapporto fra democrazia liberale e nuove forme di autoritarismo.
Nel 2026 Urbinati ha affrontato questi temi anche all’Accademia dei Lincei, con una Lectio brevis dedicata al “bisogno e alla povertà della democrazia liberale”. La Diciottesima Lectio Mario Stoppino sarà dunque un’occasione per tornare a interrogare una delle grandi questioni della politica contemporanea senza affidarsi alle formule facili: che cosa significa, oggi, essere una democrazia liberale? E quali strumenti concettuali e istituzionali servono perché libertà, rappresentanza e pluralismo non rimangano soltanto parole?

Nella foto di copertina: Nadia Urbinati

Qui la locandina dell’evento

Data e ora

14/10/2026 16:00(GMT+02:00)

Location

Palazzo centrale dell'Università di Pavia

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Palazzo centrale dell'Università di Pavia