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Vegetarianismo. Storia antologica di un’idea moderna

23nov18:0019:30Vegetarianismo. Storia antologica di un’idea moderna

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L’ultimo appuntamento de I Lunedì della Storia si terrà lunedì 23 novembre alle 18 nell’Aula Goldoniana del Collegio Ghislieri e vedrà protagonista Vegetarianismo. Storia antologica di un’idea moderna, il volume pubblicato da Carocci nel 2026 e curato da Cecilia Muratori, Michele Merlicco e Sergio Filippo Magni. A discuterne con gli autori saranno Laura Prosperi, professoressa associata di Storia economica all’Università degli Studi di Milano-Bicocca, e Martino Lorenzo Fagnani, assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Studi umanistici dell’Università di Pavia.

Il titolo del libro contiene già una piccola provocazione: “un’idea moderna”. Perché il vegetarianismo, inteso come fenomeno storico e filosofico, prende una forma nuova proprio nell’Ottocento. È allora che nasce la parola e che l’astensione dalla carne comincia a trasformarsi in una questione capace di mobilitare idee, associazioni e discussioni pubbliche. Il volume parte da quel momento e ricostruisce il lungo Ottocento europeo attraverso una selezione di testi, molti dei quali vengono presentati per la prima volta in traduzione italiana.

Ma non esiste un solo vegetarianismo. Ed è questa una delle cose più interessanti della ricerca. C’è chi rifiuta la carne per ragioni igieniche e chi la rifiuta per ragioni morali. Chi vede nella dieta vegetariana una forma di ritorno a una condizione originaria dell’umanità e chi la considera il primo passo verso una società più pacifica. Chi parte dalla salute e chi dagli animali. Chi vuole modificare il proprio corpo e chi vuole modificare il mondo. Il punto d’arrivo, però, è sempre una domanda antichissima e radicale: è lecito cibarsi di altri animali? È una domanda che mette in crisi una delle nostre abitudini più elementari. Mangiare è necessario. Ma ciò che mangiamo non è mai soltanto nutrimento. È cultura, identità, economia, religione, classe sociale, tradizione. È memoria. È potere. E dunque anche la carne racconta una storia.

Il libro di Muratori, Merlicco e Magni segue proprio il filo delle argomentazioni con cui, nell’Europa dell’Ottocento, il vegetarianismo comincia a definirsi come problema filosofico con una forte vocazione pratica. Il secolo che vede nascere le prime organizzazioni dedicate alla difesa degli animali è anche quello nel quale prendono forma le prime industrie impegnate nel loro sfruttamento sistematico. La contraddizione è evidente: più cresce la capacità dell’uomo di utilizzare gli animali, più diventa urgente chiedersi quali limiti dovrebbe avere quella capacità. È qui che il vegetarianismo smette di essere una semplice prescrizione alimentare. Diventa un modo per interrogare l’idea stessa di progresso. Perché se il progresso significa avere sempre più potere sulla natura, fino a che punto possiamo esercitarlo? Se l’animale è un essere capace di soffrire, la nostra libertà di mangiarlo può essere considerata assoluta? E se il rapporto con gli animali è una questione morale, dove finisce la responsabilità individuale e dove comincia quella collettiva? Sono domande che attraversano il libro e che spiegano perché il vegetarianismo interessi la filosofia non meno della storia dell’alimentazione.

Cecilia Muratori è professoressa ordinaria all’Università di Pavia; Michele Merlicco è ricercatore post-doc presso lo stesso ateneo; Sergio Filippo Magni è professore ordinario di Filosofia morale all’Università di Pavia. Le loro competenze convergono in un volume che non propone un manifesto alimentare, ma una vera antologia storica delle idee: testi e argomentazioni attraverso cui, nel corso dell’Ottocento, il problema dell’alimentazione si intreccia con quello della sofferenza animale, della salute, della natura e della convivenza fra esseri viventi.

Qui la locandina del ciclo

Data e ora

23/11/2026 18:00 - 19:30(GMT+01:00)

Location

Aula Goldoniana del Collegio Ghislieri

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Aula Goldoniana del Collegio Ghislieri