Si è spento il professor Andrea Belvedere, indimenticato Rettore del Ghislieri dal 1979 al 2021

Si è spento questa notte, dopo una breve malattia, il professor Andrea Belvedere, giurista, ghisleriano dal 1963 e Rettore del Collegio Ghislieri dal 1979 al 2021, quando gli era subentrato l’attuale Rettore Alessandro Maranesi. Belvedere aveva 79 anni. Da domani fino a giovedì a mezzogiorno sarà possibile porgergli l’ultimo saluto presso la casa funeraria BBM di via Ciapessoni, a Pavia. Il professor Belvedere lascia un grande vuoto sia nel mondo accademico che in quello ghisleriano, ma anche in tutta la città dove è sempre stata figura particolarmente amata e stimata. Tuttora risiedeva all’interno del Collegio, insieme alla moglie Laura Cesaris. Nel 1984 viene nominato Professore Ordinario dapprima di Istituzioni di Diritto Privato e poi di Diritto Civile presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Pavia. Dal 1995 è altresì Professore a Contratto di Istituzioni di Diritto Privato presso l’Università Bocconi di Milano e, dal 2001, docente di Diritto Civile nella Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali istituita dall’ateneo pavese e dall’ateneo milanese. Nel 1996 entra a far parte dell’Accademia di Scienze e Lettere dell’Istituto Lombardo di Milano e, dal 1999 al 2005, è membro del Comitato Scientifico della Scuola Universitaria di Studi Superiori di Pavia. Attualmente era Professore Emerito di Diritto Civile presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Pavia.

Rileggere il periodo che va dal 1979 al 2021 – con oltre millecinquecento studenti passati dal Collegio, fra immatricolati italiani e borsisti stranieri, oltre a un vertiginoso numero di ospiti di prestigio – significa cercare di cogliere in un solo sguardo l’evoluzione di cui il Collegio ha beneficiato sotto la sua guida, adeguandosi al mutare dei tempi e spesso precorrendoli.I più evidenti cambiamenti accaduti durante il Rettorato Belvedere sono indubbiamente quelli strutturali. Anzitutto, a cavallo degli anni Ottanta e Novanta, il restauro del quadriportico e dei colonnati, oltre che del Salone San Pio (conclusosi nel 2006), la risistemazione dell’Aula Goldoniana e di molte delle numerose aule del Collegio, il miglioramento delle stanze degli studenti sia nella sezione maschile sia in quella femminile, il rifacimento delle cucine. Su tutto ciò svetta forse la riqualificazione dell’Aula Magna, la più ampia sala conferenze di Pavia, inaugurata nel 2002 all’interno della sconsacrata chiesa settecentesca di San Francesco da Paola, che si affaccia su piazza Ghislieri con facciata ortogonale a quella del Collegio.Altre novità non trascurabili si collocano lontano dal corpo centrale del Collegio: la fondazione della residenza di Ca’ della Paglia, fortemente voluta anche dall’allora Presidente del Consiglio d’Amministrazione Carlo Bernasconi, e la sua trasformazione in Collegio per dottorandi, specializzandi e studenti internazionali; la ristrutturazione del Castello di Lardirago, inaugurato poche settimane fa come centro culturale per convegni, attività culturali e formative d’eccellenza.

I cambiamenti non si sono fermati alla superficie (per quanto notevole) dell’architettura, ma hanno riguardato la struttura ideale del Ghislieri, con la fusione di Collegio e Fondazione Sandra Bruni in un’unica e articolata Fondazione Ghislieri; la nascita della “nuova” Associazione Alunni, riconosciuta nel 1989 dal Presidente della Repubblica; e la creazione del Centro Comunicazione e Ricerca, attuale Centro Ricerca e Didattica Universitaria, ormai una realtà che si dirama in numerose aree scientifiche e garantisce attività di ricerca avanzata e formazione d’eccellenza, oltre a indire numerose borse di studio per laureati.

Indimenticabile anche il contributo del professore per Ghislierimusica, associazione nata nel 2006 e di cui Belvedere era Presidente. Con il Centro di Musica Antica vince il Premio Abbiati come Miglior Progetto Musicale nel 2019. Con il Coro e Orchestra Ghislieri, fondato nel 2003, vince l’International Classical Music Award 2022 grazie all’incisione della Petite Messe Solennelle di Rossini.