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Da Grazia Deledda a Elena Ferrante – Al Ghislieri un convegno sulle scrittrici italiane dal Novecento a oggi

Il video integrale dell’evento è disponibile sul nostro canale YouTube: prima sessione, seconda sessione, terza sessione

“Alfine mi riconquistavo, alfine accettavo nella anima mia il rude impegno di camminar sola, di lottare sola, di trarre alla luce tutto quanto in me giaceva di forte, di incontaminato, di bello”: con queste parole, in Una donna, Sibilla Aleramo racconta la propria vocazione. Era il 1906, appena l’alba di un secolo che si sarebbe rivelato estremamente fecondo per la scrittura in Italia, e in cui finalmente le donne avrebbero ottenuto una maggiore rappresentanza sugli scaffali, fino a diventare, oggi, parte fondamentale della produzione letteraria italiana.

Alle scrittrici italiane il Collegio Ghislieri – il primo collegio universitario misto d’Italia, e uno dei primi in Europa – dedicherà questa primavera i due giorni del convegno Scrittrici italiane dal Novecento a oggi, in collaborazione con l’associazione “Zefiro” di Monza. “Lo scopo è quello di approfondire la scrittura letteraria delle donne, con interventi che prenderanno in considerazione i temi trattati dalle autrici in opere sia in prosa sia in poesia”, spiegano gli organizzatori. “Auspichiamo di offrire spunti e riflessioni utili sia a mettere meglio a fuoco e a valorizzare la produzione di autrici che hanno lasciato una traccia rilevante nella temperie letteraria dell’ultimo secolo, sia di far emergere il valore e la complessità di autrici meno studiate o che hanno ricevuto minore attenzione da parte della critica”.

Non si parlerà quindi solo di Grazia Deledda, Elsa Morante, Natalia Ginzburg ma, passando per Maria Bellonci, verranno analizzate anche Antonia Pozzi, Amelia Rosselli e Clara Sereni, fino a una panoramica sulle poetesse italiane del XXI secolo e a un approfondimento su Elena Ferrante. L’evento avrà inizio al pomeriggio di giovedì 12 maggio, con la sessione moderata da Giuseppe Antonelli (Professore ordinario di Linguistica italiana all’Università di Pavia), e si concluderà il giorno successivo con la sessione moderata da Daniela Bini (Associazione “Zefiro”).

A inaugurare i lavori sarà un intervento di Pietro Cataldi (Università per stranieri di Siena) sulla necessità di leggere in modo nuovo la presenza delle donne all’interno dei testi letterari della tradizione: “Le donne passive della maggiore tradizione lirica, come Beatrice e Laura; le donne perseguitate e minacciate della tradizione cavalleresca come Angelica, quando non sacrificate come Clorinda; per tacere di Lucia. Questa necessità non è solo un modo di rendere giustizia alla verità storica e attuale di quei testi, di onorare più pienamente il loro realismo culturale, ma anche un’opportunità di scoprirne aspetti e valori nuovi”, spiega il docente.

I successivi interventi della giornata saranno dedicati all’arte del narrar breve che accomuna molte autrici, da Matilde Serao ad Anna Banti, da Alba de Céspedes ad Anna Maria Ortese (Laura Fortini, Università di Roma); ad Annalena Bilsini, il meno sardo dei romanzi di Grazia Deledda, con il tema del rispetto della terra e della Natura (Silvia Zangrandi, IULM di Milano); alla modernità eccentrica di Elsa Morante, che riaccentua le morfologie narrative ad ampia voluta (Giovanna Rosa, Università Statale di Milano); agli esperimenti di Natalia Ginzburg con le trame dei rapporti umani (Beatrice Manetti, Università di Torino); alla concezione del tempo “romanzo storico delle donne”, così come emerge da Maria Bellonci (Monica Farnetti, Università di Sassari).

Venerdì 13 maggio il convegno si aprirà con le analisi della ricchezza e della novità tematica della poesia di Amelia Rosselli (Raffale Donnarumma, Università di Pisa) e di un ampio nucleo di testi poetici di Antonia Pozzi (Riccardo Castellana, Università di Siena); seguirà un contributo (Marianna Marrucci, Università per stranieri di Siena) che tenterà una ricognizione sull’originalità delle singole ricerche delle poetesse italiane degli anni Duemila e su qualche possibile fil rouge che le accomuni. Dopo l’intervento sulla forma del romanzo familiare in Clara Sereni (Elisa Gambaro, Università di Milano), la due giorni si concluderà con quello di Isabella Pinto (Università di Roma Tre) sull’opera di Elena Ferrante.

“L’opera di Elena Ferrante segna uno spartiacque nella produzione letteraria italiana del XXI secolo, non solo dal punto di vista dell’ampiezza della ricezione, ma anche perché è stata capace di convogliare gli sforzi di molte scrittrici italiane del Novecento”, spiega. “Confrontando la sua opera con la produzione di Anna Maria Ortese e Fabrizia Ramondino, accosterò le tre autrici nella loro comune visionarietà, riferibile alla fabulazione speculativa”.

Sarà possibile partecipare gratuitamente al convegno, sia in presenza (secondo la normativa antiCovid che dovesse essere vigente al momento) sia in forma virtuale: è prevista infatti sia una diretta streaming sul canale YouTube del Collegio Ghislieri sia, per consentire la partecipazione attiva da remoto, la creazione di una videoconferenza Zoom per chi ne facesse richiesta, stanti le indicazioni presenti nella pagina dedicata di Ghislieri.it.