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250 anni di Beethoven – Il Ghislieri celebra l’anniversario con un ciclo di conferenze fra musica e filosofia

Ha avuto inizio giovedì 12 novembre il ciclo di conferenze che il Collegio Ghislieri dedica al duecentocinquantesimo anniversario beethoveniano. A ridosso delle celebrazioni di tutta Europa per la ricorrenza – Beethoven nacque a Bonn il 16 dicembre 1770 – il Ghislieri scandirà le prossime settimane con quattro incontri su Beethoven o il “divenire” della musica: 250 anni di un genio discusso. L’iniziativa è dovuta alla collaborazione fra l’associazione Philosophicum Ghislieri, cui appartengono gli studenti del Collegio iscritti al corso di laurea in Filosofia o comunque interessati alla materia, e il Centro di Musica Antica della Fondazione Ghislieri, che all’attività concertistica affianca un’incessante ricerca sulla storia della musica.

“Il ciclo di incontri”, spiegano gli organizzatori, “si pone come obiettivo di analizzare la figura di Beethoven da un duplice punto di vista. La sua rivoluzione artistica non interessa, infatti, solamente la riflessione musicologica e il cambiamento delle prassi esecutive, ma ha sovvertito in modo difficilmente sopravvalutabile le dinamiche interne all’estetica musicale dall’Ottocento ai giorni nostri”. A questo fine il ciclo Beethoven o il “divenire” della musica si propone di seguire la critica beethoveniana lungo un preciso tracciato cronologico: “Prima di tutto andrà a toccare il pensiero musicale di Beethoven stesso; in seguito, l’estetica musicale a lui coeva. Infine, il ciclo si concluderà con interventi sulle più importanti riletture filosofiche novecentesche della sua musica e sul problema dell’esecuzione storicamente informata ai giorni nostri”. Sarà l’occasione dunque di riavvicinarsi a Beethoven secondo una nuova prospettiva, che unisca l’attenzione filologica nell’esecuzione alle più elevate teorie filosofiche sorte attorno alla sua musica.

Nel primo incontro, intitolato Beethoven, forma e abisso (il video integrale è disponibile sul canale YouTube del Collegio) dialogano il Maestro Michele Pasotti e il Maestro Vanni Moretto. Pasotti è titolare della cattedra di liuto presso il Conservatorio “Bruno Maderna” di Cesena ma ha alle spalle una solida preparazione filosofica, proprio all’Università di Pavia, dove è stato anche redattore della rivista “Oltrecorrente” diretta da Fulvio Papi. Moretto, direttore d’orchestra, compositore e violinista, è direttore stabile dell’Orchestra Classica Atalanta Fugiens e direttore editoriale della collana “Archivio della Sinfonia Milanese”, pubblicata da Casa Ricordi.

“Si tratta di un’indagine sul rapporto di Beethoven con la forma – intesa anche nella sua accezione di insieme di convenzioni e regole – così come gli fu consegnata dal secolo XVIII”, illustra il Maestro Vanni Moretto. “Dopo alcune considerazioni sulla nuova idea di autorialità, che sempre più si andava affermando nell’Ottocento, ci soffermeremo sul concetto di libertà come nuovo valore estetico e come mezzo per mettere in crisi le regole. Dato che le nuove regole tendono sempre a sostituire le vecchie, l’ironia può divenire un ottimo mezzo per smarcarsi, per prendere le distanze dal discorso, ogniqualvolta questo sembri soffrire del rigore normativo che naturalmente corona ogni prassi non appena consolidata. Beethoven diventa allora il grande distruttore, che dà nuova vita a tutte le forme e i generi musicali. Per aver compiuto questo gesto rivoluzionario, Beethoven diventa il Compositore per eccellenza, l’archetipo; e ogni sua opera, proprio perché sfugge alle griglie dei generi, diviene l’archetipo di un nuovo mondo musicale”.

Ha fatto seguito, martedì 17 novembre, la lezione Arte, musica e soggettività in Hegel, tenuta dal prof. Alessandro Giovanni Bertinetto dell’Università degli Studi di Torino. Nel delineare i tratti salienti dell’estetica musicale hegeliana, il prof. Bertinetto si propone di esaminare la maggiore alternativa in ambito filosofico al concetto di “musica assoluta”, elaborato da musicisti e pensatori successivi a Beethoven, ma che trova nella sua poetica musicale il motivo ispiratore. Professore associato di Filosofia Teoretica, ha di recente dedicato all’argomento l’articolo Hegel e Beethoven? Note su un fraintendimento nella raccolta Il lamento dell’ideale. Beethoven e la filosofia hegeliana (EUT, Trieste, 2018) e al momento è in corso di stampa la sua nuova monografia, Estetica dell’improvvisazione.

La filosofia sarà il tema portante anche nel terzo incontro, previsto per giovedì 26 novembre, sempre alle ore 18, a opera del prof. Markus Georg Ophälders, dell’Università degli Studi di Verona, dove dirige il centro di ricerca ORFEO – Suono Immagine Scrittura. Il titolo dell’intervento è infatti Filosofia della musica. Adorno legge Beethoven.  “Quella di Adorno”, spiegano ancora gli organizzatori, “è forse la principale rilettura in chiave filosofica della musica di Beethoven nel Novecento. Lo stile compositivo beethoveniano riveste in Adorno un ruolo decisivo non solo in ambito strettamente estetico, ma produce ricadute che riguardano l’intero quadro della riflessione contemporanea”. L’opera di Adorno (che s’intitola appunto Beethoven. Filosofia della musica, Einaudi, 2001) è in realtà una raccolta di testi scritti nell’arco di quasi mezzo secolo a partire dagli anni Trenta, in vista di un progetto mai portato a termine, a riprova della complessità dell’opera di Beethoven e delle difficoltà che la sua interpretazione causava al filosofo. Su quest’ultimo Ophälders, Professore associato di Estetica, ha curato la raccolta Etica della filosofia. Per una funzione etica della cultura (Mimesis, 2007).

Infine, lunedì 30 novembre alla stessa ora sarà la prof. dr. Christine Siegert a parlare di Beethoven e la cultura italiana. La prof. Siegert è responsabile del Centro di ricerca Beethoven-Archiv presso la Beethoven-Haus di Bonn, uno degli istituti più accreditati per quel che concerne la ricerca sul compositore, riguardo al quale pubblica regolarmente saggi su vita e opere, avendo per sede proprio la sua casa natale. Codirettore dei “Bonner-Beethoven Studien” e direttore generale della “Beethoven Gesamtausgabe”, la prof. Siegert ripercorrerà le tappe fondamentali dell’attecchimento e dell’interpretazione della musica di Beethoven nel nostro Paese.

Il ciclo Beethoven o il “divenire” della musica, stante il Dpcm che impedisce incontri culturali dal vivo, si terrà interamente sull’aula virtuale del Collegio Ghislieri; per accedere a ciascuna delle conferenze sarà necessario uno specifico link indicato nella pagina di Ghislieri.it dedicata al ciclo di conferenze.