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Liber Chronicarum

Hartmann Scheidel

Liber Chronicarum

Norimberga, 1493

Il Liber Chronicarum, conosciuto anche come Schedelsche Weltchronik o Nürnberger Chronik (Cronache di Norimberga), è una esposizione illustrata della storia del mondo. È l’opera principale del medico ed erudito tedesco Hartmann Schedel, al quale fu commissionata da Sebald Schreyer (1446–1520) e da Sebastian Kammermeister (1446–1503). La prima edizione, in latino, fu pubblicata nel 1493 a Norimberga per i tipi di Anton Korber: delle circa 1550 copie stampate quasi 800 sono giunte sino a noi. Alcune copie di lusso furono messe in vendita con le illustrazioni colorate a mano. Nel dicembre dello stesso anno l’editore Georg Alt, sempre a Norimberga, diede alla stampe la versione tedesca. Per la quantità e la qualità delle illustrazioni che contiene, la Schedelsche Weltchronik è uno degli incunaboli più importanti giunto sino a noi. La copia personale di Hartmann Schedel si trova nella Biblioteca di Stato della Baviera.

L’opera, come tutti gli incunaboli, non presenta un frontespizio e quindi non riporta un titolo specifico. Nella prima pagina stampata della versione latina, disegnata a grandi lettere, si legge: “Registrum […] libri cronicarum […]” e nella versione tedesca: “Register Des buchs der Cronicen und histories […]”. Da ciò deriva il nome Liber Chronicarum (o semplicemente Chronica) che fu utilizzato soprattutto negli scritti accademici. In tempi più recenti al libro sono stati attribuiti altri titoli: tra questi, Nuremberg Chronicle è quello che si è affermato in inglese, mentre nei paesi di lingua tedesca il termine più comune è Schedelsche Weltchronik. In realtà Schedel non era l’unico autore, come si desume consultando i manoscritti usati per la stampa attualmente conservati nella Biblioteca comunale di Norimberga. Il manoscritto latino, che fu creato per primo, mostra che vi contribuirono almeno sette persone, con Schedel che fornì la maggior parte del testo (circa i due terzi). In ogni caso è però più appropriato riferirsi agli scrittori non come autori ma come compilatori: la Schedelsche Weltchronik, infatti, è tratta da una grande varietà di fonti il cui testo, nella maggior parte dei casi, è stato utilizzato semplicemente copiandolo dall’originale senza apportare modifiche.

Il Liber Chronicarum, seguendo la tradizione delle altre cronache medievali, ripercorre i principali avvenimenti dalla creazione fino all’epoca dell’autore sulla scorta della narrazione biblica. I primi sei libri sono dedicati alla trattazione della storia del mondo (dalla Creazione al Diluvio universale; dal Diluvio universale alla nascita di Abramo; dalla nascita di Abramo al regno di Davide; dal principio del regno di Davide alla cattività babilonese; dalla cattività babilonese alla nascita di Cristo; dalla nascita di Cristo fino ai tempi in cui Schedel compilò la Cronaca). A questi fanno seguito un settimo libro dedicato alla venuta dell’Anticristo e al Giudizio universale e una sezione geografica finale.

A impreziosire il volume sono 1809 illustrazioni, che provengono però da soli 645 blocchi di stampa: questo perché alcuni ritratti e alcune vedute sono ripetuti più volte, attribuendo quindi una stessa immagine a più persone o luoghi diversi. L’immagine che raffigura Padova, ad esempio, è la stessa usata per Marsiglia, Metz, Nicea. Le xilografie sono opera della bottega di Michael Wolgemut (il maestro di Albrecht Dürer) e di Hans Pleydenwurff. Dürer stesso potrebbe essere stato coinvolto nella creazione di alcune illustrazioni.

Degne di nota sono le 31 vedute di città a doppia pagina, evidentemente quelle considerate più importanti da Scheidel: è il caso di Norimberga, Vienna, Gerusalemme, Venezia e Roma. Alcune di esse costituiscono la prima rappresentazione autentica del rispettivo panorama cittadino. Tra le altre immagini significative si annoverano una carta ricavata da una mappa della Germania (desunta da un disegno di Niccolò Cusano) e due mappe attribuite all’umanista Hieronymus Münzer. Una rappresenta l’Europa centro-settentrionale, l’altra la Terra come l’aveva descritta Tolomeo nel suo trattato Geographia del II secolo, quindi senza dare ancor conto della scoperta dell’America (si ricordi che il primo viaggio di Colombo aveva avuto luogo solo un anno prima della pubblicazione dell’opera). Il Liber Chronicarum resta così l’ultima importante testimonianza di una concezione del mondo che era destinata ad esaurirsi da lì a poco.

L’AUTORE

Hartmann Schedel (Norimberga, 13 febbraio 1440 – Norimberga, 28 novembre 1514) è stato un medico, umanista ed erudito tedesco.

Appartenente a una delle famiglie più in vista di Norimberga, Schedel era figlio di un ricco mercante. Sua madre, Anna Grabner, morì nel 1445. Nel 1451, alla morte del padre, il giovane Hartmann crebbe sotto la tutela di dello zio paterno, Marcus Schedel. Iscrittosi nel 1456 all’Università di Lipsia conseguì il Magister artium nel 1459. Nel 1461 si unì al circolo umanista di Peter Luder e nel 1462 ricevette gli ordini minori. L’anno seguente seguì Luder a Padova, dove studiò non solo medicina ma seguì anche lezioni di fisica e di greco, conseguendo il dottorato in medicina nel 1466. Nell’Università patavina fu allievo del perugino Mattiolo Mattioli, medico e docente illustre. Buona parte delle opere di Mattioli sono oggi note solo grazie alle trascrizioni fatte da Schedel che, nel Liber Chronicarum, ne disegnò poi un ritratto cui si sono rifatti tutti i biografi successivi. Nell’estate del 1466 tornò a Norimberga; tra il 1470 e il 1477 lavorò come medico comunale a Nördlingen e nel 1475 sposò Anna Heugel. Due anni dopo era ad Amberg come medico cittadino, ma alla fine del 1481 lasciò la città a causa del rifiuto di un aumento di stipendio. Nel 1482 tornò a lavorare a Norimberga, dove nel 1487 sposò la sua seconda moglie, Magdalena Haller. Il suo rientro nella città natale coincise con la nomina nel Consiglio Maggiore della città. Fino alla sua morte, avvenuta nel 1514, Schedel continuò ad esercitare con scrupolo la professione medica; ciò non gli impedì tuttavia di dedicarsi intensamente alla sua passione di collezionista, raccogliendo una gran mole di manoscritti, opere pittoriche e incisioni di grandi autori. Approfittando sia della crescente offerta di libri stampati a Norimberga, centro del commercio e dell’editoria europea, che di una rete internazionale di corrispondenti e fornitori, riunì inoltre nella sua dimora una biblioteca che comprendeva quasi 700 volumi e che non aveva eguali in tutta la Germania. Johann Jakob Fugger, il grande banchiere e mecenate, la acquisì nella sua interezza dopo la morte di Schedel; ceduta al duca Alberto V di Baviera dagli eredi di Fugger, la raccolta si trova ora nella Biblioteca di Stato di Monaco. Accanto al Liber Chronicarum (1493), senza dubbio l’opera più importante di Schedel, vanno ricordate anche alcune interessanti raccolte manoscritte da lui compilate. La prima è un’ampia raccolta di canzoni, avviata nel 1459 e conosciuta come Scheidels Liederbuch, la cui importanza risiede nel fatto che due terzi dei testi in esso contenuti ci sono noti solo per il tramite di questo suo manoscritto. Altre due compilazioni sono invece legate alla sua professione di medico: la prima, il cosiddetto Rezeptbuch (ricettario medico), risale agli anni di Nördlingen; contiene, tra l’altro, alcune potiones vulneratorum (pozioni per ferite) del maestro Oswald e del chirurgo Niklas von Morchingen, due medici che operarono alla metà del XV secolo. Risale invece al 1496/97 la seconda raccolta, che comprende prescrizioni mediche contro la sifilide. Infine, La Biblioteca di Stato di Monaco di Baviera conserva un manoscritto autografo poco conosciuto ma di grande importanza: il Liber Antiquitatum, una raccolta in 4 parti di iscrizioni e antichità dall’epoca classica al Rinascimento compilata tra il 1502 e il 1505. La quarta parte del Liber, l’Opus de Antiquitatibus Inclite Germanie, è dedicata alle iscrizioni e alle antichità delle terre tedesche.