Jeronimus Nadal
Evangelicae Historiae Imagines
Antverpiae, 1593
«Per trovare maggiore facilità nella meditazione, si pone un’immagine che rappresenta il mistero evangelico, e così, prima di iniziare la meditazione, si guarderà l’immagine e si noterà in particolare ciò che lì si nota, per poterla meglio considerare meditazione e trarne il massimo vantaggio; perché lo scopo dell’immagine è come rendere il cibo più facile da masticare, in modo che tu debba solo mangiarlo; altrimenti la comprensione cercherà di discutere e avrà difficoltà a rappresentare ciò su cui c’è da meditare, nonostante tutti i suoi sforzi»: così scrive il gesuita e teologo spagnolo Jérôme Nadal nell’introduzione alle Evangelicae Historiae Imagines: Ex ordine evangeliorum, quae toto anno in Missae sacrificio recitantur, in ordinem temporis vitae Christi digestae. Auctore Hieronymo Natali Societatis Iesu theologo, raccolta di 153 incisioni che illustrano scene evangeliche. Stretto collaboratore di Ignazio di Loyola, Nadal conosceva l’importanza che l’autore degli Esercizi spirituali attribuiva all’immagine nell’apprendimento della preghiera meditativa. Per questa ragione, sul finire della sua vita, promosse e coordinò l’opera, che venne realizzata da rinomati incisori per lo più fiamminghi sulla base della raccolta dei disegni originali appositamente approntata da Livo Agrestio sotto la supervisione di Nadal, oggi conservata presso la Biblioteca Nazionale Centrale Vittorio Emanuele II di Roma. In una cornice posta sopra ciascuna immagine, l’incisione riporta il giorno del calendario liturgico cui è associata, una citazione della Bibbia e l’età di Cristo in riferimento al brano raffigurato. La raccolta segue l’ordine delle contemplazioni dato da Ignazio di Loyola negli Esercizi spirituali.
Nadal morì senza avere visto il frutto del suo lavoro: le Evangelicae Historiae Imagines vennero pubblicate solo nel 1593 ad Anversa per i tipi dell’editore Martin Nuyts. Delle 153 incisioni, 65 sono firmate da Hieronymus Wierix , 58 da Anton II Wierix , 9 da Johannes Wierix , 11 da Adriaen Collaert, 1 da Jan Collaert, 8 da Karel van Mallery. Un’ultima incisione è basata su disegni di Bernardino Passeri e Maarten de Vos.
Grazie alla Compagnia di Gesù, che ne fece uno degli strumenti d’elezione per la meditazione e l’approfondimento sulla storia cristiana e sull’anno liturgico attraverso le immagini e i numerosi spunti di analisi teologica, le Evangelicae Historiae Imagines hanno conosciuto nei secoli un’immensa fortuna. Le stampe contenute nel testo furono utilizzate in tutto il mondo, a cominciare dai confessionali della chiesa gesuita di San Fedele a Milano, iniziati nel 1594. Geograficamente l’influenza copre l’Europa dalla Spagna alla Polonia e persino alla Russia ortodossa, con artisti tra cui Rubens, Philippe de Champaigne e Zurbaran. Influenze e appropriazioni si trovano in Messico, ad esempio sulle volte del santuario di Gesù di Nazaret ad Atotonilco, realizzate tra il 1740 e il 1776. Numerose opere basate sulle Imagines si trovano in Perù, tra cui almeno cinquanta dipinti ad Ayacucho. Altre si trovano in Paraguay, Bolivia ed Ecuador. In India i Gesuiti le introdussero alla corte Moghul, come sappiamo da documenti e miniature superstiti, e le portarono anche in Cina, con ben tre libri basati sul testo di Nadal, e in Giappone. Soprattutto attraverso le successive traduzioni francesi, il libro ebbe influenza anche in Etiopia, come si può vedere da numerosi manoscritti e dipinti e dagli affreschi nella chiesa di Narga Sillassie e in Persia, dove fornì i modelli per la decorazione delle chiese delle comunità cristiane armene locali.
L’autore
Jerónimo Nadal, talvolta italianizzato in Girolamo Natale (Palma di Maiorca, 11 agosto 1507 – Roma, 2 aprile 1580) studiò nelle università di Alcalá e Parigi; continuò gli studi ad Avignone dove ottenne un dottorato in teologia e venne ordinato sacerdote nel 1538. Tornato in patria, ebbe modo di leggere le lettere che il gesuita e missionario spagnolo Francesco Saverio inviava dall’India e nel 1545 decise di recarsi a Roma per conoscere meglio la Compagnia di Gesù; fece gli esercizi spirituali sotto la direzione di Jerónimo Doménech e maturò definitivamente la decisione di entrare nell’ordine. Collaborò con il fondatore Ignazio di Loyola alla stesura delle Costituzioni dell’ordine. Nel 1548 gli fu affidato l’importante compito di fondare il Collegio dei Gesuiti di Messina, il primo collegio aperto dai Gesuiti: Messina sarebbe diventata il prototipo e il modello per tutti gli altri collegi della Compagnia e il laboratorio della pedagogia dei gesuiti. Nadal ricoprì cariche importanti nelle province gesuite di Francia e di Spagna ed ebbe per due volte l’incarico di teologo pontificio da parte, prima, di papa Paolo IV (in occasione della dieta di Augusta nel 1555), e poi di papa Pio IV (per il concilio di Trento, nel 1563). Rientrato a Roma nel 1563, fu Rettore del Collegio Romano (1564) e Vicario Generale della Compagnia di Gesù (1571). Ha lasciato le Adnotationes et meditationes in Evangelia, una raccolta di omelie illustrata con incisioni pubblicata postuma nel 1594 ad Anversa. Nel 1883 sono apparsi gli Scholia in constitutiones et declarationes S.P. Ignatii; a partire dal 1898 sono stati infine pubblicati nei Monumenta Historica Societatis Iesu i cinque volumi delle Epistolae et monumenta P. Hieronymi Nadal.







