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Corso di Storia dell’Antropologia filosofica – I semestre 2025/26

Docenti: proff. Elisabetta Basso, Franco Ferrari, Gabriella Zuccolin, Cecilia Muratori e Luca Fonnesu, Università di Pavia; Igor Agostini, Università  del  Salento; Davide Poggi e Giulia Battistoni, Università di Verona; Vanessa Lemm, Rettrice Università di Greenwich – Regno Unito; Guido Cusinato, Università di Verona

Periodo: I semestre a.a. 2025/26

Numero di ore: 20

Tipo di didattica: lezioni frontali e dibattito con gli alunni

Programma:
Che cos’è l’uomo, o meglio l’umano?
Il corso si propone di delineare un quadro storico e teorico della problematica antropologica in filosofia, a partire dalla questione della natura umana nell’antichità classica fino alla costituzione dell’antropologia filosofica nella Germania del primo dopoguerra. 
Ogni lezione sarà tenuta da specialisti che approfondiranno gli snodi fondamentali di questo percorso, secondo il seguente calendario:

  1. 29/09 – Introduzione – prof. Elisabetta Basso
  2. 06/10 – Grecia antica – prof. Franco Ferrari
  3. giovedì 9/10 – Da Agostino ai Medievali – prof. Gabriella Zuccolin
  4. 20/10 – Umanesimo e Rinascimento – prof. Cecilia Muratori
  5. martedì 28/10 – Cartesio e il cartesianesimo – prof. Igor Agostini
  6. 03/11 – Kant – prof. Luca Fonnesu
  7. 10/11 – Empirismo britannico – prof. Davide Poggi
  8. 17/11 – Idealismo tedesco – prof. Giulia Battistoni
  9. 24/11 – Nietzsche – prof. Vanessa Lemm
  10. 01/12 – Scheler, Plessner Gehlen – prof. Guido Cusinato

Dalle 20.30 alle 22.30

Di seguito una descrizione più dettagliata degli incontri:

1. Introduzione – L’antropologia filosofica: definizioni, temi e problemi.
Di che cosa si occupa l’antropologia filosofica? Qual è la sua storia, e quale la sua attualità? La lezione intende illustrare le tappe di un ambito teorico la cui definizione è stata a lungo dibattuta dal XVIII secolo fino alla contemporaneità

2. Grecia antica – L’antropologia platonica: tra metafisica e politica

3. Da Agostino ai Medievali – Una tassonomia flessibile dell’umano.
La fisiognomica antica e medievale tra regola ed eccezione

4. Umanesimo e Rinascimento – Camaleonti e mosche: natura umana e ambiente nel Rinascimento
“Tutto fa l’huomo, & quello che la natura non fa, o non può fare, l’arte e la malitia dell’uomo l’ha aggiunto”: un personaggio dei Mondi di Anton Francesco Doni (1513-1574) definiva in questi termini il rapporto tra essere umano e natura – dove finisce la natura, comincia l’umanità. Questa è forse la visione più longeva tra le concezioni rinascimentali dell’umanità, secondo la quale l’essere umano è l’unico essere vivente ad avere una capacità inventiva camaleontica grazie alla quale può diventare qualsiasi cosa, e addirittura sopperire ai limiti stessi della natura. Ma invece di mettere al centro la definizione dell’essere umano nel Rinascimento, questa lezione propone di ribaltare il punto di vista, e considerare la simbiosi tra natura umana e natura del mondo, o – per usare un termine anacronistico nel Rinascimento – l’ambiente, per ripensare i limiti dell’umano. Si mostrerà come, a differenza della visione contemporanea corrente secondo cui l’ambiente sarebbe uno sfondo sul quale l’essere umano può esercitare azioni di vario tipo, le filosofie rinascimentali concepivano l’essere umano come plasmato e penetrato da una serie di forze ambientali talmente forti da regolare generazione, morte, e sopravvivenza dell’umanità

5. Cartesio e il cartesianesimo – L’uomo nella II Meditazione
Il procedimento di sottrazione con il quale, nella II Meditazione, il meditante indaga la sua natura: 1) consiste in un processo di separazione di nozioni avviluppate inizialmente in uno stato di oscurità e confusione; 2) consente di identificare nel concetto di uomo la nozione entro cui è data, inizialmente, questa oscurità e confusione e da cui quindi si origina, mediante il procedimento sopra descritto, la progressiva chiarezza e distinzione della nozione di io e di corpo. La nozione di uomo è, quindi, la complicatio originaria di quelle che, con Elisabetta, Descartes chiamerà le tre ‘nozioni primitive’ e di cui, pertanto, il concetto di uomo costituisce una sorta di un insieme indistinto.

6. Kant – Kant e la fragilità della ragione umana
Al contrario delle leggende sul pensiero illuministico come celebratore della potenza della ragione, uno dei temi centrali dell’illuminismo è proprio quello dei limiti della ragione. Kant analizza questo problema approfondendolo in modo estremamente accurate e prendendone in esame i vari aspetti e i diversi piani, ben aldilà del tema generale di una ragione “pura”. Al contrario, il tema dei limiti e della fragilità della ragione dell’uomo viene seguito dal filosofo tedesco anche nei problemi che l’uomo concreto incontra nel suo confronto con il mondo e nel proprio tentativo di conoscerlo.

7. Empirismo britannico – Passioni, emozioni e coscienza: spunti per un “personalismo lockiano”.
Concentrandoci sull’imprescindibile Saggio sull’intelletto umano, nonché su opere minori come i Pensieri sull’educazione e La condotta dell’intelletto, esamineremo la concezione e il ruolo delle passioni nella gnoseologia, nell’antropologia e nella pedagogia lockiana, riscoprendone l’innovatività e la profonda attualità per una migliore comprensione della “persona umana”.

8. Idealismo tedesco – “Ciò che il soggetto è, è la serie delle sue azioni”. Il soggetto morale in Hegel
L’intervento intende analizzare come Hegel definisca il soggetto morale in quanto soggetto pensante e responsabile, a partire dalla sezione Moralità dei Lineamenti di filosofia del diritto e dall’Antropologia dell’Enciclopedia delle scienze filosofiche in compendio. Ne risulterà un’immagine dell’essere umano le cui ombre – come la follia – vengono da Hegel ricomprese all’interno della stessa ragione e della stessa azione umana.

9. Nietzsche – Nietzsche’s Homo Natura and Philosophical Anthropology

This talk will discuss the question of Nietzsche’s homo natura and how it has shaped conceptions of philosophical anthropology, most notable in psychoanalysis and phenomenology

10. Scheler, Plessner Gehlen – Essere mancante o essere nascente? Il problema fondamentale dell’antropologia filosofica

I tre filosofi cercano in modi diversi di decifrare la logica particolare che caratterizza l’umano, la tensione fondamentale che caratterizza questo dibattito è relativa al problema della interpretazione della neotenia di Bolk: l’essere umano è un essere mancante che sopravvive grazie alla compensazione della tecnica, oppure è un essere ex-centrico che rischia l’estinzione a causa della tecnica?