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Una nuova edizione della Historia Langobardorum

Ultima opera di Paolo Diacono (720 circa – 799), l’Historia Langobardorum è una pietra miliare della storiografia medievale. Il ghisleriano Fabrizio Bordone, docente di Lingua e Letteratura Latina all’Università di Pavia, ne ha curato una nuova edizione, con traduzione e commento, uscita nella collana dei Classici greci e latini dell’editore Rusconi.

«L’Historia Langobardorum è il capolavoro di Paolo di Warnefrit (questo è il vero nome dell’autore), la summa del suo pensiero, della sua ricerca storiografica e dei suoi interessi antiquari ed eruditi – spiega il prof. Bordone -. Diacono e poi monaco nell’abbazia di Montecassino, Paolo è una delle massime figure intellettuali dell’Alto Medioevo e ha avuto un ruolo fondamentale nella cosiddetta “rinascita” carolina, risultando attivo per almeno una decina d’anni presso la corte franca e mantenendo stretti contatti con Carlo Magno e i membri del suo entourage anche dopo il ritorno in Italia e il ritiro a Montecassino. Oltre che per le opere di storiografia, Paolo è importante per la sua produzione grammaticale ma soprattutto in quanto poeta: in tutti questi campi, è tra i principali artefici di una fondamentale transizione della tradizione culturale latina verso il Medioevo; transizione che significa certo recupero e conservazione di un patrimonio illustre, ma anche trasformazione e adattamento a una mutata realtà socio-politica, allargamento e integrazione delle nuove istanze culturali e linguistiche in un mondo in radicale evoluzione».
«La Storia dei Longobardi, nello specifico, rappresenta per noi la fonte più importante per le vicende di questo popolo, la cui dominazione durata circa due secoli ha profondamente segnato la storia della nostra penisola – aggiunge Bordone -. Alternando un asciutto resoconto cronachistico ad ariose narrazioni di imprese leggendarie e di aneddoti curiosi, con quest’opera Paolo si fa custode della memoria del suo popolo dall’età mitica fino al regno di Liutprando, la figura che incarna per lui la summa dei valori etici e politici di un passato glorioso anche se non privo di ombre, spazzato via dalla conquista dei Franchi di Carlo Magno ma degno di essere consegnato ai posteri (e a i nuovi dominatori) per l’edificazione di un luminoso futuro. Tra battaglie cruente e fiere inimicizie, portentose apparizioni e drammatiche calamità naturali, sulla scena della Storia dei Longobardi si agitano non solo condottieri e re, ma anche papi e usurpatori, santi ed eremiti, servi fedeli e semplici soldati, donne appassionate e pie regine: una galleria di personaggi che garantirà all’opera di Paolo una straordinaria fortuna e plasmerà l’immaginario collettivo sull’Alto Medioevo e sul popolo “dalle lunghe barbe” nei secoli a venire».


Perchè una nuova traduzione?

«Considerata l’ininterrotta fortuna dell’opera, nel panorama editoriale non mancano le buone traduzioni economiche della Storia dei Longobardi. Questa nuova edizione si segnala per una nuova traduzione, che, secondo lo spirito della collana Classici Greci e Latini di Rusconi Libri ben declinato nella premessa dalla direttrice Anna Giordano Rampioni, si propone di mettere a disposizione dei lettori di oggi, e specialmente dei più giovani, un testo accessibile e di facile fruizione, che consenta ad un pubblico ampio di avvicinarsi all’opera in una forma chiara e scorrevole, ma sempre fedele al testo originale, di cui si è cercato di preservare – per quanto possibile – lo stile, che documenta anch’esso una lingua in evoluzione e aperta agli influssi di nuovi idiomi e di nuove convenzioni letterarie».

Quali sono gli aspetti innovativi di questa edizione? Aiuta a mettere in luce qualche aspetto del testo sino ad oggi non sufficientemente indagato?

«La nuova traduzione è corredata da un ricco apparato di note di commento, che accompagnano il lettore più curioso alla scoperta e all’approfondimento degli aspetti più interessanti del testo e più utili a una sua piena comprensione: si troveranno quindi informazioni storiche, come è ovvio, geografiche, biografiche e agiografiche, linguistiche, ma anche più genericamente erudite. Un’attenzione particolare, però, è stata riservata all’opera in quanto prodotto letterario: nelle note, dunque, si insisterà molto non solo sull’individuazione delle fonti da cui Paolo ha tratto le sue notizie, ma anche sull’analisi dei possibili modelli letterari e culturali che hanno contribuito a orientare, e in molti casi a plasmare, la narrazione, soprattutto in quelle sezioni in cui l’autore, abbandonando un’impostazione per così dire “annalistica” del racconto storico, si concede il piacere di indulgere all’aneddoto o a “storie” che talvolta risultano vere e proprie fiabe. L’introduzione, infine, costruita intorno all’immagine-chiave del viaggio, motivo che del resto ricorre continuamente e a vari livelli nell’opera, vuole offrire al lettore non solo una doverosa e bibliograficamente aggiornata ricostruzione dei dati biografici e bibliografici di Paolo Diacono, ma soprattutto ricostruire la fortuna della sua opera, e in particolare della Storia dei Longobardi e dei suoi personaggi “iconici”, come Alboino, Rosmunda, Romilda, Teodolinda o Autari, dal Medioevo ai nostri giorni, passando per Dante, Boccaccio, Machiavelli fino ad arrivare a Manzoni, Carducci e alle parodie novecentesche, con un’attenzione dunque alla ricezione del classico che qualifica le scelte editoriali della collana».