Il ghisleriano Bernardo Notarangelo, ex presidente di Milano Ristorazione, la società che si occupa delle mense scolastiche, firma un curioso articolo dedicato alla nascita della refezione dal quale si evince senz’ombra di dubbio che Pavia anticipò Milano e che il Collegio Ghislieri ebbe, in quel progetto all’avanguardia, una parte da protagonista.
È del 19 dicembre 1900 la delibera del Consiglio Comunale di Milano con la quale si istituisce il servizio di refezione nelle scuole per gli alunni non abbienti. Nella sua semplicità, il testo della delibera si dimostra ancor oggi attualissimo: si riconosce essere “dovere morale conseguenziale all’obbligo dell’istruzione primaria di fornire agli alunni poveri i mezzi di alimentazione per porli in grado di profittare dell’istruzione, con vantaggio Ioro e dell’intero Comune”.
Giova ricordare brevemente cosa era quell’Italia e quella Milano.
La Legge Casati è del 1859. È legge del Regno di Sardegna perché il Regno d’Ita1ia non esiste ancora; ed introduce un biennio di scuola obbligatoria. Introduzione importante, ma che rimane sulla carta in larga parte di un Paese ancora agricolo, dove al momento del raccolto i bambini sono braccia per l’agricoltura. Net 1877— quindi un ventennio prima dell’istituzione del servizio di refezione scolastica a Milano — la legge Coppino porta a tre gli anni obbligatori ed introduce sanzioni per le famiglie che non rispettano l’obbligo.
Il primo menù milanese oggi fa sorridere e farebbe adirare qualsiasi nutrizionista. Eccolo:
Pane gr. 100
Salame crudo stagionato affettato gr. 30
Salame cotto gr. 25
Formaggio Gruyere dolce gr. 30
Tuttavia quei “cento grammi di pane” non possono non evocare il periodo che tutta l’ltalia aveva appena attraversato e che aveva visto in Milano i cannoni in piazza Duomo: sono i “moti del pane”, che neanche due anni prima, nel 1898, infiammano la penisola. A maggio a Milano viene decretato lo stato d’assedio. Il generate Bava Beccaris fa aprire il fuoco contro la folla. Si contano centinaia di morti, migliaia di arrestati tra i quali Filippo Turati. In quel clima, il 18 dicembre 1899, viene eletto Sindaco di Milano il ghisleriano Giuseppe Mussi, già deputato radicale, a capo delta prima coalizione di centrosinistra. Ed è quella amministrazione “a guida ghisleriana” che dopo un anno introduce a Milano il servizio pubblico di refezione scolastica per i non abbienti.
Ma c’è di più. Seppure tra le prime, Milano non fu la prima città lombarda ad introdurre le mense scolastiche. Proprio a Pavia, il 14 febbraio 1900, i Consiglio Comunale approva l’istituzione del servizio. A convincere il Consiglio, con una relazione al tempo stesso appassionata e rigorosa, con argomentazioni che verranno poi riprese a Milano, è I’Assessore alla Pubblica Istruzione, il ghisleriano Luigi Credaro, in seguito Ministro e ispiratore della Legge di riforma Daneo-Credaro, del 1911.
Una generazione separava Mussi e Credaro, essendo Mussi nato nel 1836 e quindi ben più anziano di Credaro che era del 1860. Anche le condizioni economiche familiari erano ben diverse: Mussi di estrazione borghese e milanese, Credaro primo dei sette figli di una poverissima famiglia contadina valtellinese. Ma erano entrambi ghisleriani e furono entrambi fautori e realizzatori del servizio di refezione scolastica per i non abbienti, con motivazioni — quel “fornire agli alunni poveri i mezzi di alimentazione per porli in grado di profittare dell’istruzione, con vantaggio loro e dell’intero Comune” — davvero “ghisleriane” e che riecheggiano il sostegno ai “giovani di ingegno anche di non agiate condizioni economiche” che fin dalla fondazione anima la comunità collegiale.
Bernardo Notarangelo
Qui l’articolo di Roberto Lodigiani pubblicato sulla Provincia pavese il 7 gennaio 2025.

