
Mi chiamo Francesco Tosini, ho 21 anni, studio ingegneria ambientale e sono un alunno del Collegio Ghislieri. Il teatro mi è sempre piaciuto e in scena ci sono già stato, sia a Parma (Teatro Europa e Teatro del Cerchio) che a Pavia (progetto Tic-Teatro). Ma l’esperienza di questi ultimi mesi, il corso con le maschere della Commedia dell’arte, mi ha rivelato aspetti del teatro che non conoscevo ed è stato davvero entusiasmante. Durante il percorso che ho svolto ho apprezzato particolarmente il lavoro sulla coralità nella Commedia dell’arte. Nelle scene corali, in cui ogni attore deve entrare in sintonia con tutti gli altri, dato che nessuno è protagonista e allo stesso tempo lo sono tutti, si realizza sul palco quel gioco di squadra che rende magico lo spettacolo dal vivo.
Il progetto, che è cominciato nello scorso novembre, si chiama “Viva il Carnevale” e ha alla base proprio il concetto di coralità: da una parte perché nasce grazie alla collaborazione del Collegio Ghislieri con il Teatro Fraschini, il Comune di Pavia e l’Università, dall’altra perchè coinvolge gli alunni del Collegio Ghislieri e gli ex-allievi della Scuola del Fraschini, tutti studenti universitari.
Quando il Collegio ha prospettato a noi alunni la possibilità di prendere parte a questa iniziativa, mi è sembrata subito una splendida occasione. Attraverso le maschere della Commedia dell’arte ho scoperto un modo nuovo di vivere la recitazione: una volta indossate, le maschere prendono vita propria, modificando non solo i lineamenti, ma anche la voce, l’espressività e le movenze dell’attore. Ogni maschera ha la sua storia da raccontare, che può essere trasmessa in modo diverso a seconda dell’attore che la indossa. Quest’ultimo può caratterizzare il personaggio che interpreta con un’infinità di sfumature diverse ma non deve mai dimenticare il ruolo che la sua maschera codifica, che funge da punto di riferimento.
Guidati da Pierdomenico Simone, attore professionista della compagnia teatrale vicentina Stivalaccio, abbiamo lavorato su tre canovacci settecenteschi: le scene corali “Il sontuoso pasto degli Zanni” e “La canzone della pulce” e la canzone popolare “Ostreghe e capetonde” che canteremo e balleremo per le strade di Pavia la sera del 4 marzo, Martedì Grasso. Alle 19.30 prenderà il via dal Collegio una parata che si snoderà lungo le vie del centro cittadino per approdare al “Gran ballo” mascherato settecentesco del Teatro Fraschini.
Lavorare con i miei compagni di Collegio e con Pierdomenico Simone è stata un’esperienza magnifica: con non poca fatica, ma anche tanta soddisfazione, siamo riusciti a creare qualcosa di bello. “Il teatro è energia pura e alchimia emotiva: rendiamo credibili i personaggi che interpretiamo! Diamo fuoco alla scena in ogni momento!” sono state le esortazioni di Pierdomenico. E io ho capito che solo preservando questo filo sottile e prezioso tra attori e pubblico si realizza la magia del teatro.
Immagini dalle prove (foto di Luca Paiano)








