Spregiudicato e tenace studente di Medicina all’Università di Pavia, il giovane comasco Giovanni Battista Grassi (1854-1925) non aveva mai avuto problemi a far da cavia ai propri esperimenti, nemmeno quando si trattò – giurano le cronache – di ingerire pillole di feci infette da parassiti, unico modo per dimostrare la validità delle proprie teorie. Era il 1876. La ricerca biologica e zoologica, sempre condotta con assoluto rigore, era l’unica cosa che sembrava interessare quel ragazzone turbolento, alunno da quattro anni del Ghislieri da cui, di lì a poco, sarebbe stato espulso perché «colpevole di gravi atti di indisciplina».
Dopo la laurea, le università di Messina, Heidelberg e Würzburg sarebbero state le tappe del suo percorso di perfezionamento; le nomine a professore di Zoologia e Anatomia comparata a Catania prima, e a professore di Anatomia e Fisiologia comparate a Roma, poi, avrebbero di poco anticipato un prestigioso traguardo, la vittoria della Darwin Medal della Royal Society di Londra (1896).
La questione della malaria umana avrebbe occupato tutta la sua maturità scientifica – sempre contraddistinta da una forte attenzione alle ricadute sociali della ricerca – con una prima memoria a sua firma comparsa nei Rendiconti della Reale Accademia dei Lincei nel 1898 e l’ultima, postuma, nel 1925. La scoperta del vettore della malaria (Anopheles claviger) fu però rivendicata anche da Ronald Ross che ottenne il Nobel nel 1902. Roventi furono le polemiche; l’Università di Lipsia si schierò dalla parte dello scienziato italiano, che intanto era divenuto senatore, assegnandogli la laurea honoris causa nel 1909. Oggi è acclarato che la priorità della scoperta spettò a Grassi e ai suoi colleghi Bignami e Bastianelli già nel 1898, mentre Ross iniziò a pubblicare i primi risultati solo nel 1899.
La genialità, il rigore scientifico, l’impegno nella ricerca di Grassi sono stati ricordati in un convegno organizzato a Roma, a Palazzo Giustiniani, dal Senatore del Partito democratico Andrea Crisanti, segretario della 7ª Commissione Cultura, Istruzione e Ricerca.
«Giovanni Battista Grassi, che ricordiano a cent’anni dalla morte, ha scoperto il ciclo di trasmissione della malaria e gettato le basi scientifiche per l’eradicazione della malattia in Italia. Allo stesso tempo, ha contribuito alla nascita del primo embrione di sanità pubblica italiana, incarnando quella sinergia tra scienza e politica che si è dimostrata decisiva per tradurre le rivoluzionarie scoperte scientifiche sulla trasmissione e sulla cura della patologia nelle prime politiche di sanità pubblica in Italia».
«Alla fine del XIX secolo la popolazione italiana contava 11 milioni di abitanti. La malaria causava ogni anno, tra le classi più povere, circa 300 mila casi di malattia e la morte di 15 mila persone – ha aggiunto Crisanti -. L’eradicazione della malaria è stato il risultato di uno sforzo epico che ha coinvolto politici, scrittori, educatori, medici, filosofi. Il convegno di oggi dimostra come l’eccellenza della ricerca italiana contro la malaria non sia venuta meno nel tempo».
«Con la sua straordinaria intuizione nel comprendere il ciclo della malaria, Grassi è stato molto più di un medico: è stato un anticipatore dell’approccio One Health, che oggi riconosciamo essenziale per affrontare le grandi sfide globali» ha spiegato la Ministra dell’Università e della Ricerca Annamaria Bernini, presente al convegno assieme al Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Rocco Bellantone, alla Magnifica Rettrice dell’Università La Sapienza Antonella Polimeni e al Presidente della 7ª Commissione del Senato, il Senatore Roberto Marti. Quest’ultimo, dopo aver sottolineato la modernità dell’approccio di Grassi nella lotta alla malaria, che affiancava alla scoperta del meccanismo di trasmissione della malattia l’indicazione degli accorgimenti pratici da adottare necessariamente nella quotidianità per bloccare gli agenti patogeni, ha annunciato di aver presentato un Disegno di legge, ora all’esame delle commissioni Istruzione e Salute, per introdurre in tutte le scuole l’educazione alla salute e ai corretti stili di vita «sulla scorta di quel formidabile esempio».



