Il 16 gennaio 2025 segnerà un anno dalla scomparsa del professor Andrea Belvedere, figura straordinaria che ha profondamente segnato la storia del Collegio Ghislieri.
Il Ghislieri lo ricorderà con un pomeriggio a lui dedicato, che abbozzerà un suo ritratto a più voci attraverso i molteplici aspetti della sua personalità: instancabile rettore, intellettuale profondo e appassionato, professore autorevole, studioso di rango, uomo impegnato nel sociale, guida generosa per generazioni di studenti all’Università di Pavia. Il pomeriggio commemorativo culminerà nell’inaugurazione dell’Aula Musica del Ghislieri, restaurata grazie alla generosità di molti alunni del Collegio e di suoi amici e colleghi.
Pubblichiamo un estratto dell’intervento con cui l’attuale Rettore Alessandro Maranesi ricorderà il suo predecessore.
“Durante i suoi oltre quarant’anni di rettorato del Ghislieri, Belvedere non si è limitato a custodire una tradizione plurisecolare ma ha radicalmente trasformato il Collegio in un autentico centro, non solo in grado di ospitare ma anche di costruire cultura e formazione, ampliandone l’offerta e la visione. Possiamo affermare che la sua personalità ha ridefinito l’idea stessa di Collegio Universitario di Merito a Pavia.
Ricordo poi che è stato, tra le altre cose, tra i fondatori della Scuola Universitaria Superiore IUSS e uno degli ispiratori della Conferenza dei Collegi Universitari di Merito, oltre che un tessitore della rete dei Collegi di Pavia, che dà oggi vita a un modello che è un punto di riferimento per il sistema universitario italiano.
Se questo piccolo omaggio è ciò che il Collegio ha potuto dedicargli, consentitemi di sottolineare il meno appariscente ma forse il più fecondo degli insegnamenti che Andrea Belvedere ha lasciato in Ghislieri. Vale a dire la ricerca di una chiave di lettura realista, sempre colta e acuta, spesso sarcastica, del mondo che lo circondava. Tale sguardo rivolto alla realtà si è trasformato, a quanto io ho visto, in un operoso e spesso lungimirante atteggiamento di sostegno ai più giovani e meritevoli, alla industriosa costruzione di iniziative e di soluzioni che fossero applicabili e realizzabili nel concreto, nelle prese sempre coraggiose e trasparenti di responsabilità”.
Alessandro Maranesi

