Un articolo recentemente pubblicato dall’Italian Journal of Anatomy and Embryology a firma del ghisleriano Paolo Mazzarello con i colleghi Saverio Cinti e Domenico Ribatti traccia, a pochi mesi dalla sua scomparsa, un approfondito e partecipato ritratto di Elio Raviola (Asti, 1932 – Boston, 2023), alfiere del pensiero scientifico e della ricerca, studioso di riferimento nel campo dei meccanismi neurobiologici della visione.
Alunno del Collegio Ghislieri (e, per tutta la vita, legatissimo al Collegio e alla sua comunità), dopo la laurea in Medicina a Pavia lo scienziato si trasferì definitivamente ad Harvard, nel 1970, assieme alla moglie Giuseppina, anch’essa ricercatrice. Nella prestigiosa università americana tenne inizialmente i corsi di Anatomia (Associato dal 1970 e Ordinario dal 1974 al 2002), cui si aggiunsero quelli di Neuroanatomia (Bullard Professor dal1989), Oftalmologia (1989) e Neurobiologia (Bullard Professor dal 1993). Professore Emerito dal 2013, diresse il laboratorio dei Dipartimenti di Anatomia e Neurobiologia alla Harvard Medical School per cinquantatré anni, dal 1970 al 2023. Il suo lavoro sul processo che permette alla retina di codificare gli impulsi che provengono dal campo visivo e di trasmetterli al cervello ha portato a scoperte fondamentali nel campo della neurobiologia e nello studio della miopia, così come all’introduzione e allo sviluppo di innovative metodologie nella indagini di laboratorio. Nel 2002 gli è stato assegnato il Premio Ottorino Rossi dell’Università di Pavia per l’ importante contributo alla ricerca nel campo delle neuroscienze. Tra i colleghi con cui Raviola ebbe modo di collaborare vanno ricordati il premio Nobel Wiesel e Ramon Dacheux, con i quali intrattenne anche uno strettissimo rapporto di amicizia cementato dalle infinite ore trascorse gomito a gomito in laboratorio. Apprezzatissimo come docente, le leggendarie lezioni di Raviola erano seguite con ammirazione dagli studenti come fossero autentiche performance teatrali: originali e ingegnose, piene di sorprese, univano le precisione dei contenuti a uno charme e a una brillantezza che le rendevano indimenticabili, ed era lui stesso a tracciare sulla lavagna con gessetti colorati i dettagliatissimi disegni necessari per le lezioni del giorno. Per i suoi meriti come didatta fu insignito nel 1974 del HMS Boylston Award for excellence in teaching e innumerevoli sono i suoi alunni che oggi ricoprono posizioni di prestigio. Raviola si spese sempre con grande generosità per sostenere i giovani scienziati italiani, in particolare contribuendo alla creazione della Giovanni Armenise Harvard Foundation, istituzione americana che promuove la collaborazione tra la Harvard Medical School e i principali centri di ricerca italiani.
Leggi l’articolo completo pubblicato dall’Italian Journal of Anatomy and Embryology:
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