Dal Collegio Ghislieri di Pavia all’Università di Tulsa, passando per Cambridge, Princeton e la New School for Social Research di New York. È il percorso di Clara E. Mattei, classe 1988, economista italiana tra le più discusse e tradotte del momento, già Alunna del Ghislieri, dove la sua formazione rigorosa e anticonformista ha trovato terreno fertile. Un percorso che oggi produce libri capaci di fare rumore ben oltre i confini accademici.
Il suo The Capital Order: How Economists Invented Austerity and Paved the Way to Fascism (University of Chicago Press, 2022), uscito in Italia come Operazione austerità per Einaudi, era stato inserito dal Financial Times tra i dieci libri di economia più influenti dell’anno. Tradotto in undici lingue — tra cui portoghese, svedese, coreano, greco, spagnolo, tedesco, giapponese e cinese — aveva già consacrato Mattei come voce eterodossa capace di parlare a un pubblico internazionale con la solidità dell’economista storica e la chiarezza di chi vuole cambiare il dibattito pubblico, non solo commentarlo.
Poi, nel novembre 2023, era arrivato L’economia è politica (Fuoriscena), scritto direttamente in italiano: più snello, più diretto, più militante. Più ristampato. Un piccolo caso editoriale che dimostrava come il suo pubblico non fosse solo quello delle riviste specializzate — Cambridge Journal of Economics, Journal of the History of Economic Thought, European Journal of the History of Economic Thought — ma anche quello delle librerie di quartiere, dei circoli culturali, dei lettori che su questi temi cercavano qualcuno capace di togliere la patina di neutralità tecnica all’economia e restituirla a ciò che è sempre stata: una scelta politica.
Ora quel libro è diventato qualcosa di più. Escape from Capitalism – An Intervention, pubblicato da Simon & Schuster nel gennaio 2026, è uscito in Italia per Fuoriscena come Fuga dal capitalismo nel marzo dello stesso anno. Non è un’opera accademica nel senso convenzionale: si presenta come an intervention, un atto deliberato di interferenza nel dibattito pubblico. La tesi è scomoda e lucida insieme: il capitalismo non è l’ordine naturale delle cose e non dovremmo trattarlo come tale. Richiede un’applicazione costante e violenta dell’austerità per perpetuare il sistema. Tutti i grandi problemi del presente — da un sistema sanitario che antepone i profitti al benessere, all’ascesa dell’ultranazionalismo — sono radicati in un sistema economico che non serve il bene comune
Mattei è Professoressa di Economia e Direttrice del Forum for Real Economic Emancipation (FREE) all’Università di Tulsa dall’inizio del 2025, dopo anni alla New School for Social Research di New York. Ma la sua idea di accademia è lontana dall’élite autoreferenziale: FREE nasce come strumento di organizzazione dal basso, con assemblee partecipative, campagne di bilancio partecipato, comunità di mutuo aiuto. La teoria, per lei, non ha senso se non si sporca le mani con la realtà.
Un approccio che ricorda, in qualche modo, il metodo che il Ghislieri ha sempre cercato di trasmettere ai suoi Aunni: non il sapere come fine a se stesso, ma come strumento per leggere il mondo e, se possibile, migliorarlo.


