Bernardino Zendrini. Liberale, letterato e germanista nell’Italia unita. E’ in libreria, per i tipi di Ibis , il volume che presenta gli atti del convegno che in Collegio, nell’ottobre 2022, ha acceso i riflettori su un ghisleriano ben conosciuto nella seconda metà dell’Ottocento il cui ricordo si è un po’ appannato.
Nato nel 1839 e morto giovane, nel 1879, a causa del vaiolo, Zendrini è stato un noto poeta, traduttore e critico letterario, celebre soprattutto per aver fatto conoscere in Italia l’opera di Heinrich Heine traducendone con maestria il Canzoniere. Professore di letteratura tedesca, ha anche scritto versi originali intonati al clima artistico-culturale del suo tempo.
Il suo spirito liberale e patriottico si è manifestato con forza anche al Ghislieri, in deciso contrasto con l’atmosfera rigida e conservatrice ancora legata all’influenza austriaca. Espulso dal Rettore ma riammesso al convitto dal ministro della pubblica istruzione Terenzio Mamiani, Zendrini può a buona ragione essere considerato uno dei protagonisti della modernizzazione del Ghislieri: alla sua ribellione nei confronti dell’antiquata gestione accademica il Ministro Mamiani rispose infatti con la riforma dell’ordinamento.
Alla figura di Zendrini il ghisleriano Massimo Castellozzi ha dedicato una voce del Dizionario biografico degli Italiani Treccani. Sua anche l’organizzazione del convegno che ne ha analizzato la figura, gli aspetti salienti della produzione letteraria, l’impegno politico e il ruolo di mediatore culturale tra Italia e Germania.
Gli atti del convegno, ora pubblicati con la curatela di Castellozzi, presentano contributi di Alessandro Tira (Bernardino Zendrini studente a Pavia), Ermanno Paccagnini (Bernardino Zendrini, Emilio Praga e il “Figaro”), Luca Bani (Bernardino Zendrini critico), Massimo Castellozzi (La poesia di Bernardino Zendrini fra romanticismo e scapigliatura), Anna Antonello (Bernardino Zendrini, Heinrich Heine e la letteratura tedesca), Francesca Tasca (Bernardino Zendrini e il mondo riformato. Alcune tracce), Manuela Manfredini (Bernardino Zendrini e il dibattito sulla lingua), Cristina Cappelletti (L’epistolario di Bernardino Zendrini tra edito e inedito).

