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Così parlò Fantozzi: riflessi “fantozziani” in italiano

01apr14:3019:30Così parlò Fantozzi: riflessi “fantozziani” in italiano

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Se Fantozzi continua a vivere nella memoria collettiva italiana, lo deve soprattutto alla lingua. Più ancora delle situazioni o dei personaggi, è il suo lessico — iperbolico, deformato, grottescamente burocratico — ad aver attraversato il tempo, sedimentandosi nell’uso quotidiano. Formule, tic espressivi, scarti di registro sono diventati strumenti con cui, ancora oggi, raccontiamo il lavoro, la frustrazione, la subordinazione e le gerarchie sociali. Non solo un protagonista della commedia, dunque, ma un vero e proprio dispositivo linguistico: una grammatica implicita capace di rendere riconoscibili rapporti asimmetrici e tensioni sociali, trasformando l’esperienza dell’ordinario in racconto condiviso.

Il pomeriggio di studi Così parlò Fantozzi: riflessi “fantozziani” in italiano contemporaneo, in programma mercoledì 1 aprile dalle ore 14.30 nell’Aula Goldoniana del Ghislieri, costituisce il momento scientifico culminante della rassegna “Una c**a pazzesca!” – Omaggio a Fantozzi, organizzata e promossa dal Collegio.
Linguisti, studiosi di cultura e critici del cinema si confrontano per indagare la fortuna lessicale e simbolica del mondo fantozziano, mettendone in luce la persistenza nell’uso linguistico e nella rappresentazione sociale contemporanea.

Come emerge anche dalle riflessioni di Ilaria Fiorentini, il linguaggio fantozziano non si limita alla citazione di battute celebri, ma permea in profondità le pratiche comunicative: nelle iperboli (“mostruosamente”, “tragico”), nelle deformazioni pseudo-burocratiche (“Megadirettore Galattico”), nelle formule di ossequio solo apparentemente servili (“com’è umano lei”), fino a espressioni ormai cristallizzate come “una cagata pazzesca”. Tracce diffuse e spesso inconsapevoli, che trovano riconoscimento anche a livello lessicografico — basti pensare alla piena autonomia dell’aggettivo “fantozziano” nei dizionari contemporanei.

Questa lingua, nata come caricatura, si rivela così uno strumento sorprendentemente efficace di rappresentazione sociale: estremizza meccanismi reali — l’innalzamento maldestro del registro, l’uso improprio del burocratese, gli ipercorrettismi (“vadi”, “venghi”) — e li restituisce in forma comica, rendendo visibili le tensioni tra aspirazione e subordinazione. In questo senso, si può parlare di una vera e propria “grammatica dell’umiliazione”: un insieme ricorrente di strategie linguistiche che attraversano contesti e livelli sociali, codificando rapporti di potere e distanze relazionali.

Lungi dall’essere un’eredità esaurita, questo modello linguistico continua a rinnovarsi anche nell’ecosistema digitale: meme, social network e comunicazione rapida ne rilanciano costantemente formule e situazioni, adattandole all’attualità. Il linguaggio di Fantozzi si conferma così non solo persistente, ma ancora produttivo, capace di raccontare il presente con parole nate decenni fa.

Programma degli interventi

Cosa resta di Fantozzi nell’italiano di oggi?
Ilaria Fiorentini
Una ricognizione sulle tracce linguistiche più profonde del mondo fantozziano: dalle iperboli alle formule pseudo-burocratiche, fino alle strategie espressive che, tra ironia e critica sociale, continuano a strutturare l’italiano contemporaneo.

Fantozzismi: riflessi della lingua del personaggio Fantozzi nella lingua italiana
Lorenzo Coveri
Un’analisi storico-linguistica delle strategie stilistiche che hanno reso il linguaggio fantozziano un repertorio condiviso della cultura di massa.

La corazzata Kotiomkin è una cagata pazzesca: il turpiloquio in Fantozzi
Eleonora Sciubba
Uno studio sul valore espressivo del turpiloquio come forma di critica sociale e costruzione identitaria nel discorso comico.

Da Gogol’ a Wyle Coyote – Come il Fantozzi di Salce e Villaggio rivoluzionò la commedia italiana
Andrea Pergolari
Una lettura comparatistica delle matrici letterarie e cinematografiche del personaggio e del suo impatto sulla tradizione comica italiana.

Conversazione conclusiva con
Emanuele Salce
Un dialogo sulla ricezione contemporanea del mondo fantozziano e sulla trasmissione dell’eredità culturale del cinema italiano del Novecento.

Al termine dell’incontro è previsto un “tragico aperitivo” nel Salone del Rettorato del Collegio. Ingresso gratuito fino a esaurimento posti (prenotazione obbligatoria).

Ilaria Fiorentini, ricercatrice di Linguistica italiana presso l’Università di Pavia, si occupa di sociolinguistica e pragmatica dell’italiano contemporaneo. La sua ricerca esplora i fenomeni di variazione linguistica, con particolare attenzione ai segnali discorsivi, all’italiano parlato e alle dinamiche del contatto linguistico. Autrice di studi su registri colloquiali e mutamento linguistico, integra l’analisi dei dati empirici con la riflessione teorica sulle strutture dell’interazione verbale.

Lorenzo Coveri è professore emerito di Linguistica italiana presso l’Università degli Studi di Genova ed è Accademico dell’Accademia della Crusca. Studioso di storia della lingua italiana e dei rapporti tra lingua, musica e cultura popolare, ha dedicato numerose ricerche alla linguistica dei media, al lessico contemporaneo e alle trasformazioni dell’italiano nella comunicazione di massa. È autore di saggi fondamentali sul linguaggio della canzone e sulle dinamiche dell’italiano parlato e scritto nella società contemporanea.

Eleonora Sciubba, studiosa di Linguistica italiana e pragmatica, si occupa di analisi del discorso e sociolinguistica applicata alla comunicazione contemporanea. La sua attività di ricerca analizza i meccanismi dell’interazione verbale, i registri colloquiali e le strategie linguistiche di costruzione dell’identità sociale. Ha pubblicato contributi su linguaggio e media, esplorando le innovazioni lessicali e le dinamiche pragmatiche che regolano l’uso della lingua nei contesti digitali e quotidiani.

Andrea Pergolari è scrittore, saggista e studioso di cinema e cultura popolare. Ha pubblicato numerosi volumi dedicati alla storia del cinema italiano, ai generi cinematografici e alle figure chiave dell’immaginario audiovisivo contemporaneo. La sua ricerca si colloca all’incrocio tra critica cinematografica, storia culturale e analisi dei linguaggi narrativi, con particolare attenzione ai rapporti tra letteratura, cinema e cultura di massa.

Emanuele Salce, attore, regista e autore, ha sviluppato un percorso artistico che unisce teatro, cinema e documentario d’autore. Figlio di Luciano Salce, ha saputo rielaborare l’eredità del cinema italiano attraverso opere di forte impatto critico e biografico, come lo spettacolo “Mumble Mumble”. La sua attività si distingue per una riflessione ironica e profonda sulla figura dell’artista e sulla memoria culturale del secondo Novecento, consolidando una cifra interpretativa capace di spaziare dal registro grottesco alla narrazione civile.

Per il convegno e il successivo aperitivo fantozziano è obbligatoria la prenotazione: qui il link

Qui la locandina del ciclo di eventi

Data e ora

01/04/2026 14:30 - 19:30(GMT+02:00)

Location

Aula Goldoniana del Collegio Ghislieri

Altri eventi

Aula Goldoniana del Collegio Ghislieri