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Morra, Enrica (1948-2023)

Entrata in Collegio nell’autunno 1966, quando era stata inaugurata e aperta la sezione femminile, era orgogliosa di essere diventata ghisleriana soprattutto per aver seguito, in tal modo, la strada di quel padre che lei aveva conosciuto per troppo poco tempo. Fra le tante doti di Enrica Morra la determinazione era quella che emergeva immediatamente. Dopo aver brillantemente conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia nel 1972, era entrata come ematologa presso la Divisione di Ematologia dell’Ospedale Policlinico San Matteo che il prof. Carlo Bernasconi, figura storica del Collegio, aveva da poco creato.

Insieme a Mario Lazzarino aveva iniziato a condurre trial clinici sulle neoplasie ematologiche sviluppando approcci terapeutici innovativi. Un percorso che, completato alla fine degli anni ’90 con l’arrivo dell’Imatinib, primo esempio di targeted therapy, avrebbe trasformato una malattia mortale in una malattia cronica e guaribile (questo traguardo venne documentato da un articolo pubblicato sul New England Journal of Medicine che dava conto dei risultati del trial clinico e che Enrica Morra firmò, come ultimo autore, nel 2002).

Nel 1994, come primario di Ematologia all’Ospedale Niguarda di Milano, per Enrica Morra iniziò una nuova fase caratterizzata dalla creazione della Rete Ematologica Lombarda, struttura finalizzata alla cura e alla migliore assistenza possibile del paziente. Avviò inoltre collaborazioni scientifiche con i più importanti centri ematologici degli Stati Uniti che periodicamente raggiungeva. Nel 2010 è stata nominata co-presidente del 6° Workshop Internazionale sulla Macroglobulinemia di Waldenstrom, nel 2014 ha ricevuto a Londra il prestigioso premio Jan Gosta Waldenström Award come riconoscimento del suo fondamentale contributo nel campo delle gammopatie monoclonali.