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L’Uno di Plotino, nuova traduzione di Federico Casella

Il trattato VI 9 [9] delle Enneadi di Plotino – la raccolta sistematica degli scritti del filosofo, ordinata e pubblicata dal discepolo Porfirio – rappresenta, per molti aspetti, il vertice speculativo dell’intera opera plotiniana e il punto di massima tensione del suo sistema metafisico. In questo trattato, Plotino affronta direttamente il problema della natura del Principio Primo, l’Uno, da cui tutte le cose traggono origine e grazie al quale continuano a sussistere, e chiarisce le modalità attraverso cui l’anima può ritornare alla fonte originaria, a quel Bene supremo verso cui bisogna tendere per conseguire la perfezione e la somma felicità.

Il trattato costituisce una svolta decisiva nella storia del Platonismo e, più in generale, della filosofia antica: le nozioni di infinità, indeterminatezza, trascendenza e ineffabilità vengono da Plotino rivalutate e dotate di un valore superiore, poiché consentono di alludere, pur sempre in modo improprio, all’autentica natura dell’Uno. In questo modo, Plotino supera e infrange il tradizionale nesso tra essere, pensiero e linguaggio: ogni tentativo di definire positivamente il Principio Primo fallisce nel coglierne l’intrinseca semplicità assoluta. L’Uno è infatti anteriore all’essere e al pensiero: l’anima può avvicinarsi alla sua presenza solo attraverso un processo di purificazione e di regressione interiore, che consiste nell’abbandono di qualsiasi interesse per il mondo sensibile e perfino per l’intellegibile e per la propria individualità, recuperando, metaforicamente, il centro di sé.

Il ghisleriano Federico Casella ha dato alle stampe il volume Sul Bene o l’Uno. Il trattato VI 9 [9] di Plotino (Vita&Pensiero, Milano 2026, pagg. 260): si tratta di una nuova traduzione italiana del trattato VI 9 [9], accompagnata da un ampio commento riga per riga concepito come introduzione organica alla “filosofia dell’Uno” di Plotino. «L’obiettivo – spiega lo studioso – è fornire al lettore non solo gli strumenti filologici e concettuali necessari per seguire l’articolazione del testo, ma anche una guida per comprendere il percorso ascetico che Plotino indica come via di accesso privilegiata alla dimensione dell’Uno».

Federico Casella (Piacenza, 1992) si è laureato in Filosofia presso l’Università di Pavia, quale alunno del Collegio Ghislieri, e si è diplomato in Scienze Umane all’Istituto Universitario di Studi Superiori di Pavia, prima di ottenere il titolo di Dottore di Ricerca presso l’Università di Salerno. Ha svolto attività di ricerca presso il St John’s College di Cambridge, il Museo Egizio di Torino, l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli e l’Università di Pavia, presso la quale insegna attualmente Storia della Filosofia Tardo Antica. È autore di vari contributi in miscellanee e in importanti riviste accademiche nazionali e internazionali, nonché della monografia ‘Paideia, mito e pubblico: il valore educativo e politico dei miti di Platone’ (Napoli 2021). I suoi interessi di ricerca vertono sui Presocratici, Platone e la tradizione platonica, il dialogo tra culture nel mondo antico.