La ghisleriana Daniela Bortoletto, docente di Fisica delle Particelle presso l’Università di Oxford, è stata insignita, da parte della Società Europea di Fisica, del prestigioso Emmy Noether Distinction 2024 (per l’intera carriera). Questa la motivazione:
“Per aver rivoluzionato la tecnologia dei rivelatori al silicio, che ha permesso la scoperta del quark top e del bosone di Higgs, e per aver introdotto metodi sperimentali chiave ora fondamentali per la fisica delle particelle ad alta energia, nonché per il suo importante impegno a favore delle studentesse universitarie“.
Dopo aver studiato Fisica all’Università di Pavia come Alunna del Collegio, specializzandosi in fisica delle particelle con una tesi dal titolo “Studio di stati con stranezza nascosta allo spettrometro Omega”, Daniela Bortoletto ha poi conseguito la laurea magistrale presso l’Università di Syracuse, negli Stati Uniti, e lì ha conseguito anche il dottorato di ricerca, discutendo una tesi dal titolo “Decadimenti semileptonici esclusivi e inclusivi del mesone B”. Si è trasferita alla Purdue University, prima come postdoc poi come assistente associata e professoressa ordinaria e, infine, E. M. Purcell Distinguished Professor. Dodici anni fa è tornata in Europa come professoressa di fisica delle particelle all’Università di Oxford; dal 2015 è Senior Kurti Fellow in fisica al Brasenose College e dal 2018 è a capo del dipartimento di fisica delle particelle all’Università di Oxford.
Bortoletto ha avuto un ruolo fondamentale tra le le scoperte più significative della fisica delle particelle degli ultimi 30 anni: la scoperta del quark top al Fermilab vicino a Chicago, nel 1995, e la scoperta del bosone di Higgs al CERN di Ginevra, nel 2012. Risultati rivoluzionari resi possibili anche dalla sua leadership visionaria nello sviluppo delle tecnologie dei rivelatori al silicio. Fin dall’inizio della sua carriera, la professoressa Bortoletto ha infatti riconosciuto il potenziale dei rivelatori al silicio, allora una tecnologia emergente, e ha contribuito in modo determinante alla loro evoluzione in sistemi altamente sofisticati che oggi sono al centro dei moderni esperimenti di fisica delle particelle: ha saputo sfruttare i vantaggi unici dei circuiti integrati al silicio, ovvero la loro velocità, il basso consumo energetico e la resistenza alle radiazioni per progettare rivelatori di particelle avanzati.
Bortoletto ha poi fondato un laboratorio dedicato ai rivelatori al silicio presso la Purdue University, dove ha guidato lo sviluppo del rivelatore SVX II, fondamentale per il progresso degli studi sul quark top. Ha poi dato un contributo fondamentale allo sviluppo del rivelatore al silicio resistente alle radiazioni per l’esperimento CMS presso il Large Hadron Collider. Il suo lavoro è stato determinante per consentire le misurazioni ad alta precisione che hanno portato alla scoperta del bosone di Higgs e ha avuto un impatto trasformativo sugli esperimenti del CERN.
Oltre alla sua attività di ricerca, Daniela Bortoletto ha fatto parte di numerosi comitati consultivi di agenzie di finanziamento, laboratori e progetti sperimentali nel Regno Unito e negli Stati Uniti, guidando tutti i principali progetti di pianificazione strategica negli Stati Uniti e in Europa nell’ultimo decennio. Ha ispirato i futuri fisici delle particelle insegnando in tutto il mondo sui rivelatori al silicio.
Daniela Bortoletto ha inoltre lavorato con determinazione e impegno costante per il riconoscimento delle donne nella fisica e ha creato un evento annuale unico per le giovani fisiche nel Regno Unito, la Conference for Undergraduate Women in Physics, allo scopo di far loro acquisire maggiore sicurezza grazie all’incontro con modelli di riferimento stimolanti. A queste conferenze hanno partecipato un migliaio di giovani donne nell’ultimo decennio.

