Docenti: Prof. Emanuele Colombo (coordinatore del corso e moderatore degli incontri), dott. Giacomo Lorandi, e dott. Gian Filippo De Sio, Università Cattolica del Sacro Cuore; dott. Martino Lorenzo Fagnani, Università di Pavia
Tipo di didattica: lezioni frontali con esame di alcuni documenti d’archivio
Calendario:
giovedì 28 novembre, lunedì 2 dicembre, giovedì 12 dicembre, ore 20.30, Aula del Centro Ricerca e Didattica Universitaria
Programma:
L’archivio storico del Collegio Ghislieri, attualmente in corso di riordinamento, è un arcipelago: composto da diverse sezioni e lungo ben cinque secoli, presenta al suo interno una stratificazione in fonti di diverso tipo e che hanno diversi soggetti produttori e finalità. Troviamo, intanto, fonti di carattere patrimoniale, essendo stato il collegio per tutta la durata della sua vita essenzialmente una fondazione. Tale documentazione ha dunque una valenza e una finalità possessoria: serve a dimostrare e rivendicare le proprietà. Ma troviamo anche fonti molto diverse da queste, vale a dire quelle relative agli alunni (e anche ad alunni particolari, come Carlo Goldoni o Agostino Gemelli), che costituiscono una delle serie cronologicamente più lunghe. Oppure, ancora, nell’archivio si trovano documenti di carattere politico e amministrativo: come dimostra la recente riscoperta dei verbali del consiglio di comunità di Lardirago, presenti a partire dal Seicento. L’archivio del collegio farebbe la fortuna anche di uno storico del potere e foucaldiano, conservando i processi di carattere disciplinare nei confronti degli alunni, relativi in particolare al Settecento (e che si incrociano a vario titolo con una storia sociale della goliardia).
Il corso intende soffermarsi sulla molteplicità di queste valenze, partendo però dalla materialità e dal significato economico, sociale, giuridico e possessorio della fonte stessa. Come la storia sociale ha ormai chiarito, le fonti archivistiche non devono essere considerate alla stregua di un mero serbatoio di informazioni, poiché la ragione per cui sono state prodotte non è informativa o culturale. Si produce una fonte, invece, per provare a rivendicare un diritto, verbalizzare una decisione e renderla effettiva, tenere traccia della contabilità economica. Le fonti non ci portano dunque in un mondo di storia generalista e generica (dove, purtroppo, gli insegnamenti di una materia che per brevità chiamiamo appunto “storia” troppo spesso, in realtà, ci porta) ma ci conducono nel mondo vivo dell’economia, del diritto, e della costruzione sociale. Vivo, perché naturalmente questo era il mondo dei soggetti che operavano in quel momento. Un mondo di pratiche, e non di informazioni o contenuti.
Questo corso intende riflettere su questa natura della documentazione, proponendo intanto un approccio diretto alle fonti del Collegio, che saranno mostrate, discusse e spiegate analiticamente nei vari incontri. Lo scopo è anche quello di far dialogare le fonti con il mondo, e il modo, possibile della ricerca. Troppo spesso, la nostra ricerca, storica ma anche economica e giuridica, ha un rapporto solo episodico con le fonti d’archivio prodotte in momenti diversi del passato, e gli stessi insegnamenti universitari (storici ma appunto anche giuridici e economici) sono costretti quasi sempre a saltare a piè pari il rapporto con le fonti, proponendo così una conoscenza liofilizzata e indiretta. Quest’ultimo approccio si riverbera anche nell’insegnamento alla ricerca, che risulta troppo complesso o addirittura impossibile, dato che non si fa ricorso a un utilizzo diretto delle fonti. Questo corso intende reintrodurre l’elemento della ricerca nella didattica, andando ad analizzare quella che è per eccellenza la materia prima della ricerca nelle scienze sociali, vale a dire le fonti.
Il corso insegnerà dunque:
-A capire l’uso che la ricerca (sociale, politica, economica, giuridica, o anche meramente storica e culturale) può fare delle fonti prodotte nel passato. Gli alunni riceveranno in tal modo un training almeno basilare di ricerca e lavoro sulle fonti,
-a capire cosa è una fonte, a contestualizzarla, e a qualificare il suo processo di produzione, nonché l’uso che ne facevano gli attori di un determinato contesto (questi due elementi spesso coincidono);
inevitabilmente, ciò contribuirà ad attualizzare le fonti anziché a confinarle nel passato. Banalmente,
-attraverso la contestualizzazione di una fonte per ciò che è (vale a dire un’azione di carattere pratico, che ci parla in un linguaggio giuridico e ha finalità “economiche”) si riescono a meglio inquadrare problemi e questioni dell’oggi, e anche a meglio comprendere ciò che, alla fine, è il prodotto degli effetti cumulativi delle fonti. In questo caso specifico, la discussione sulle fonti aiuterà a capire cosa è il Collegio e cosa sono gli alunni oggi.
Giovedì 28 novembre
Martino Fagnani: L’economia delle rogge. Al cuore del patrimonio del Collegio Ghislieri
Giacomo Lorandi: Doppia fonte. I libri degli ordinati della comunità di Lardirago e del Collegio (sei-settecento circa)
Lunedì 2 dicembre
Emanuele C. Colombo: Fonti nominative. Goldoniana, ovvero come si fa una ricerca sugli alunni (celebri?) del Collegio
Giovedì 12 dicembre
Gian Filippo De Sio: Contabilità eccellenti. Come il collegio spende, paga, conta (fonti di antico regime)

