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Torino Academy, la filosofia interroga l’Intelligenza Artificiale

Andrea Di Cintio, Alunno del secondo anno di Filosofia del Collegio Ghislieri, dal 22 al 30 agosto ha partecipato alla Torino Academy dell’European Academic Foundation, dopo essere stato selezionato come EAF Fellow. Un’esperienza dedicata all’intelligenza artificiale che ha riunito giovani studenti e ricercatori provenienti da Paesi, percorsi e discipline differenti. Tra seminari, attività di gruppo e momenti di confronto, la Academy ha messo in dialogo saperi diversi attorno a una delle questioni più decisive del presente. Di Cintio era l’unico partecipante proveniente dalle humanities e ha affrontato il tema attraverso la lente della filosofia, all’interno del seminario Understanding AI Critically.
Ma la Torino Academy è anche una tappa di un percorso che, per Di Cintio, passa dal Collegio Ghislieri, dalla filosofia e dalla ricerca di una formazione capace di tenere insieme discipline, esperienze e prospettive diverse. Ne parliamo con lui.

«Al liceo ho iniziato a coltivare i miei primi interessi di studio: sin da subito mi sono avvicinato alle discipline humanities, consolidando le mie competenze attraverso le Olimpiadi di Filosofia, di Italiano e premi di saggistica. Ho preso parte a numerose mobilità Erasmus+ e a programmi di studio all’estero, ampliando la mia visione sui metodi e obiettivi della formazione scolastica in Paesi diversi dall’Italia. Convinto della necessità di garantire a tutti l’accesso ad un’istruzione di qualità, mi sono inoltre impegnato attraverso il volontariato in un programma di valorizzazione della lettura in contesti svantaggiati e ho creato un audiolibro gratuito e inclusivo de Le città invisibili di Italo Calvino, destinato ad individui con difficoltà nella lettura tradizionale. Infine, non posso evitare di menzionare un elemento decisivo della mia formazione fino ad oggi: la squadra di calcio del Ghislieri, una vera palestra di teamwork, spirito di sacrificio e abnegazione. Grazie a questi valori, la squadra ha raggiunto il suo miglior risultato nella storia del Collegio proprio nell’ultimo torneo».

Come è nata l’esperienza alla Torino Academy?

«Grazie al Collegio Ghislieri che, tramite una mail del Rettore Alessandro Maranesi, ha informato noi alunni della possibilità di presentare domanda per un programma di fellowship internazionale presso l’EAF. Dopo una piccola ricerca ho capito che l’European Academic Foundation avrebbe costituito per me un’opportunità unica di crescita, condividendone in pieno i valori e lo spirito: merito, scambio internazionale, natura “paneuropea”, ricerca sostenibile, confronto fra studenti molto diversi fra loro, attività di mentoring, networking. Perciò ho presentato la mia application e, dopo la selezione, sono diventato fellow. Ero l’unico tra i fellow dell’EAF a provenire da un percorso di studi nelle humanities!».

Che cosa porti a casa da quei giorni?

«Il principale argomento della Torino Academy era l’Intelligenza Artificiale. Io ho seguito (mi è stato assegnato) il seminaro “Understanding AI Critically” e l’ho trovato molto arricchente. Trattandosi di un tema così vasto e complesso, ho la sensazione di aver assorbito tantissimo e di aver ricevuto molto più di quello che ho potuto dare, ma al contempo ho cercato di portare il mio contributo provando a decostruire i concetti e a porre le giuste domande critiche, forte della mia formazione filosofica. Però, la Torino Academy non è stata soltanto questo: dopo i seminari, durante le numerose attività di gruppo, ogni momento è stato propizio per innescare conversazioni potenzialmente infinite su vari temi, trattati secondo le sensibilità di ciascuno. Il carattere eterogeneo del gruppo che si è formato ci ha spinto ad indagare sempre più a fondo i diversi metodi e strumenti con i quali ognuno è in grado di affrontare un problema, sia esso di natura economica, etica, informatica, storica. Uno di questi momenti di condivisione è stato quello delle “presentations”: chiunque ne aveva il desiderio, poteva presentare qualcosa. Io ho presentato, tramite una storia ideata in nove proposizioni, il pensiero di Wittgenstein, concentrandomi sul problema della formulazione di domande legittime».

Nella foto di copertina: Andrea Di Cintio