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Perché scegliere il Ghislieri – La parola agli studenti

Uno stimolante ambiente interdisciplinare, una rassicurante atmosfera familiare, una sorprendente possibilità di incontro con studenti di provenienza e formazione differente: sono queste le costanti principali del Collegio Ghislieri che emergono dal ritratto che ne fanno gli studenti attualmente in corso.

Intervistati da Ghislieri.it all’inizio dell’estate, quando le future matricole iniziano a decidere quale percorso universitario intraprendere, alcuni alunni del Collegio hanno voluto spiegare perché il Ghislieri è la scelta giusta. “Ho scelto Pavia e il Collegio perché me ne ha parlato la mia professoressa di filosofia alle superiori”, racconta Alice Zanola (secondo anno di Filosofia). “Fin da subito mi ha colpito il clima di accoglienza con cui sono stata ricevuta, e il Collegio è diventato per me una seconda casa, i miei compagni una famiglia. Apprezzo molto il clima interdisciplinare, gli scambi continui coi miei compagni, e il fatto di poter organizzare delle conferenze, oltre a partecipare, grazie all’associazione Philosophicum Ghislieri che consente a noi studenti di scegliere quali docenti eccellenti invitare a intervenire in Collegio. Il Collegio Ghislieri – e in generale l’Università di Pavia – sono di grande stimolo intellettuale e favoriscono la crescita personale”.

Concorda Federico Rossi: “Sono al secondo anno di Collegio e, studiando medicina, ne ho davanti ancora più del doppio. Ricordo distintamente ciò che provavo nei primi giorni della mia vita collegiale: la cosa che percepivo più di tutte, e che ancora percepisco, è la sensazione di essere entrato a far parte di qualcosa di molto più grande di me; di una famiglia con una tradizione plurisecolare, e di essere in mezzo a un flusso di ghisleriani di ieri e ghisleriani di domani. Io, ghisleriano di oggi, condivido tutti i giorni la mia vita con altri collegiali; un’esperienza di vita e di crescita che va molto al di là della classica esperienza da studente universitario”.

Da Berlino, dove sta trascorrendo l’anno accademico in Erasmus, Ilaria Costa (quarto anno di Medicina e Chirurgia) ricorda: “Ho scoperto dell’esistenza del Ghislieri grazie a mia sorella, anche lei alunna dell’ateneo pavese, e inizialmente ho deciso di accedervi per agevolare il passaggio alla realtà universitaria. A oggi il Collegio è diventato per me molto più di questo. Da un punto di vista personale e umano è diventato la mia casa; qui ho conosciuto tante persone meravigliose, anche molto diverse da me, con le quali condividere la mia quotidianità e con le quali confrontarmi sulle nostre specificità personali e d’interesse. In loro ho trovato grande conforto nei momenti più duri del periodo universitario. Soprattutto, però, nel Ghislieri ho trovato un luogo di crescita accademica e professionale, grazie alle mille possibilità che il Collegio propone: corsi interni, conferenze di elevatissima qualità, borse di scambio con prestigiose università estere, e molte molte molte altre cose. Sono molto contenta di questo anno di Erasmus in Germania ma, negli ultimi mesi difficili per tutti, mi è mancato molto l’ambiente del Collegio. Passare gli anni di università in Collegio sia un’esperienza che ti segna e ti cambia, e la consiglio davvero a chiunque stia per intraprendere il percorso universitario”.

Lo conferma anche Carlo Bertazzi, iscritto al terzo anno di Giurisprudenza: “Il Collegio Ghislieri ci offre, oltre a una lunga serie di servizi, anche delle importanti opportunità dal punto di vista accademico e l’occasione, difficilmente ripetibile, di vivere in un ambiente molto stimolante e a stretto contatto con ragazzi provenienti da tutte le regioni d’Italia”. E aggiunge Leonardo Scoccia, primo anno di Biotecnologie: “Quando mi sono iscritto all’università ho deciso di diventare alunno del Collegio perché cercavo un ambiente stimolante, che portasse al confronto fra studenti di diverse facoltà e con diversi background scolastici. Ma devo ammettere che, da quando sono entrato in Collegio, ho scoperto che viverci significa molto di più: per me significa avere una vera e propria nuova famiglia, fare delle nuove amicizie, vivere in un ambiente sempre nuovo e sempre stimolante, giorno dopo giorno. La routine quotidiana non è mai noiosa, stando in Collegio”.

Qualcuno ha scelto il Ghislieri perché era determinato fin dal primo istante, come Lorenzo Bianchi (primo anno di Filosofia): “Il Collegio Ghislieri è stata una scelta non solo universitaria, non solo fine a rendere più qualificato il mio titolo di studio: è stata una scelta di vita. Mi si è sempre configurata come un’alternativa radicale rispetto alla semplice frequenza universitaria come fuorisede. Il Collegio ha enormi lati positivi, che consistono nello scambio continuo e nell’esposizione costante a tanti studenti di tante età con tanti riferimenti e background culturali. Per questo motivo sono particolarmente felice della mia scelta”.

Per qualcun altro invece si è trattato di una scoperta tutta nuova, come per Alessandro Sosso, al primo anno di Matematica: “Sono venuto a conoscenza del Collegio quasi per caso, tramite il test d’ammissione allo Iuss, ma posso dire di essere stato molto fortunato a scoprirlo. La vita in Collegio fin da subito è risultata veramente affascinante; un ambiente di confronto e di dialogo unico, con interminabili discussioni sia nel mio campo sia in campi radicalmente opposti: letteratura, filosofia, medicina… È un luogo di aiuto reciproco: mi confronto sempre dai miei compagni su come risolvere un problema o come affrontare un esame. Quello col Ghislieri è stato un incontro fortuito ma di cui sono davvero molto soddisfatto”.

In Collegio abitano studenti che vengono da vicino e da lontano. Da molto vicino viene Sofia Montanari: “Essendo nata e cresciuta a Pavia mi sono sempre, in qualche modo, immaginata alunna del Collegio Ghislieri, dove sono entrata come alunna della laurea magistrale. Subito mi sono sentita accolta dagli studenti e dal personale come una persona che fosse sempre stata lì, e assolutamente non come un elemento estraneo. Credo che ciò abbia contribuito tantissimo a rendere totalmente positiva la mia esperienza all’interno del Collegio. Il vero perno del Collegio Ghislieri è lo studente, con le sue ambizioni e le sue capacità e la sua volontà. Ciò si manifesta sia nella grande libertà che viene lasciata agli alunni – libertà di movimento, di azione, di espressione – ma anche negli strumenti che il Collegio mette a disposizione degli studenti. Uno fra i tanti sono le borse di studio che vengono annualmente erogate per consentire lo scambio con università del livello di Cambridge od Oxford. Ma anche le tante attività cui gli studenti possono partecipare all’interno del Collegio. Una delle cose che maggiormente apprezzo del Ghislieri è l’interdisciplinarità cui dà accesso con molta naturalezza, sia perché si convive con studenti di altre facoltà, sia perché è possibile organizzare conferenze su tematiche trasversali. Credo sinceramente che entrare nel Collegio Ghislieri sia stata una delle scelte migliori che io abbia mai potuto fare, e c’è tanta verità quando si dice che il Ghislieri ti cambia la vita”.

Dall’Abruzzo invece proviene Roberta Colapietro, che ammette: “Per me la scelta di studiare a Pavia è stata dovuta soprattutto al prestigio della facoltà di Medicina e Chirurgia. Poi ho provato il concorso per il Ghislieri, inizialmente, forse più per assicurarmi un posto in cui vivere e altre comodità offerte dal Collegio: la mensa interna, la palestra, l’offerta formativa. Ma fin dai primi giorni mi sono resa conto che il Collegio sa offrirmi molto di più. Anzitutto la possibilità di confrontarmi continuamente con persone provenienti da regioni o Paesi diversi, e parlare con loro tanto dei massimi sistemi quanto di un video ridicolo trovato su YouTube. Oppure la possibilità di bussare alla porta di vicini di camera e amici a ore improbabili per una chiacchierata liberatoria prima di un esame. Questo e molto altro ancora. Quindi, provare (il concorso) per credere!”.

Le ultime parole spettano a Sofia Todesca, rappresentante degli studenti in Consiglio d’Amministrazione e iscritta all’ultimo anno di Biologia molecolare e Genetica. “La scelta di entrare in Collegio”, dice, “è nata in me da diverse ragioni. La prima è che cercavo una mia esperienza universitaria con un grado di indipendenza che mi consentisse di imparare a gestirmi in totale autonomia, responsabilizzandomi nei confronti della vita adulta. Cercavo inoltre di immergermi in un contesto accademico e sociale stimolante, che mi mettesse alla prova e mi consentisse di crescere in una realtà giovanile eterogenea e variegata. Infine cercavo di arricchire il mio percorso universitario con un’esperienza formativa differente e inusuale, consapevole dell’unicità del sistema dei collegi pavesi a livello nazionale. Ciò che ho trovato in Ghislieri è stato molto meglio delle mie iniziali aspettative. Mi sono inserita in una dimensione che cercavo da sempre. Ho potuto proseguire i miei studi circondata da persone valide da cui trarre tanto su tutto: da nozioni di filosofia politica alla ricetta per fare i calzoni pugliesi. La vita in Collegio è qualcosa che ti segna: dal punto di vista formativo e dal punto di vista umano. Ora che sono alla fine del mio ciclo di studi mi rimane un immenso senso di gratitudine per quello che il Ghislieri mi ha regalato durante gli anni dell’università”.

Per i video in cui gli studenti raccontano la propria esperienza al Ghislieri, e il Rettore illustra le caratteristiche del Collegio, visita la pagina di Ghislieri.it dedicata all’orientamento in entrata, periodicamente arricchita con nuovo materiale.