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Tornano le prove scritte alla Maturità – Accolto l’appello di Ilaria Rizzini

Sono passati pochi mesi dal suo appello per ripristinare le prove scritte all’Esame di Stato, che aveva raccolto oltre cinquemila firme risultando fra le più sostenute sulla piattaforma Change.org. E ieri la nostra Alunna Ilaria Rizzini ha visto la sua richiesta soddisfatta dalla decisione del Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, il quale ha annunciato che la prossima Maturità prevedrà una prova di Italiano disposta a livello nazionale e una seconda prova d’indirizzo che sarà affidata alle specifiche commissioni esaminatrici, così da adeguarsi all’effettivo livello di preparazione dei candidati. Cessa così il periodo emergenziale in cui, durante le edizioni 2020 e 2021, ai diplomandi era stato richiesto di effettuare soltanto la prova orale.

Docente di Latino e Greco al Liceo classico “Foscolo” di Pavia, Ilaria Rizzini ha insistito sul fatto che la misura non è da intendersi come punitiva nei confronti degli allievi, ma che anzi restituisce dignità all’esame, rafforzandoli nella preparazione. “Quando il Ministro ha ipotizzato che la formula senza scritti potesse essere un’alternativa valida mi sono sentita morire”, ha confidato venendo raggiunta da Ilaria Venturi per un’intervista su Repubblica. “Eliminarli non ha senso. È anche una questione di qualità: abbassare l’asticella è una sorta di ammissione di incapacità degli studenti. È come dire che non sono in grado, quando invece non è così”.

 Nell’appello con cui si è fatta promotrice del ripristino, Ilaria Rizzini spiegava che senza le prove scritte si sarebbe “privato l’esame di elementi davvero qualificanti”, poiché “nell’arco del quinquennio agli insegnanti si chiede di valutare gli studenti tramite prove sia scritte sia orali, proprio perché diverse modalità di verifica valorizzano e misurano capacità e competenze diverse. Non si comprende perché tale complementarità debba venire meno in sede di esame, momento di sintesi del percorso scolastico. Se la scuola che si auspica è quella che dota gli allievi di strumenti e non li infarcisce di mere nozioni, anche l’esame dovrebbe verificare l’acquisizione di tali strumenti attraverso le medesime strategie adoperate nei cinque anni precedenti”.

La petizione era stata ripresa anche dal Sole 24 Ore. Alle implicazioni dell’eliminazione delle prove scritte dalla Maturità, e più ingenerale a verifica delle competenze e selezione nella scuola italiana, Ilaria Rizzini aveva dedicato qualche mese fa un’approfondita intervista a Ghislieri.it

Ilaria Rizzini è ghisleriana dal 1987. Dottore di ricerca in Letteratura Greca, insegna Latino e Greco nelle scuole superiori. Già Responsabile della Biblioteca del Collegio Ghislieri, ha tenuto quest’anno il corso interno Pensare il cosmo, pensare la città, pensare la conoscenza, pensare la persuasione. Fra le sue pubblicazioni, segnaliamo L’occhio parlante: per una semiotica dello sguardo nel mondo antico (Istituto veneto di Scienze, Lettere e Arti, 1998). Ha inoltre curato Salvatore Quasimodo e gli autori classici: catalogo delle traduzioni di scrittori greci e latini conservati nel Fondo Manoscritti dell’Università di Pavia (Edizioni di Storia e Letteratura, 2008), il Catalogo del fondo antico della Biblioteca del Collegio Ghislieri di Pavia – Edizioni del XVIII secolo (con Marinella Ceretti e Giuseppina Motta; Ibis, 2004) e Prove di Storia. Saggi di Storia Romana di Aurelio Bernardi (con Giuseppina Motta; Ibis, 2001).