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È possibile riprodurre un cervello? – Carlo Alberto Redi su “La Lettura” del Corriere della Sera
Asti, sabato il biologo Carlo Alberto Redi sarà ospite dell'Istituto Penna  - ATNews.it

“I dubbi etici legati alla generazione di cervelli miniaturizzati cresciuti in laboratorio e capaci di sviluppare consciousness adono in una sorta di buco nero per l’incapacità dei neurobiologi per definire, e misurare, che cosa sia effettivamente uno stato di coscienza”. Il prof. Carlo Alberto Redi, nostro Alunno Professore ordinario di Zoologia presso l’Università di Pavia, interviene su “La Lettura” per indagare i possibili sviluppi della possibilità di assemblare la struttura miniaturizzata del cervello, in modo tale da studiarne e comprenderne meglio il funzionamento.

Sull’inserto culturale del Corriere della Sera il prof. Redi racconta che questa possibilità è già in essere per altri organi, grazie alla coltura di staminali pluripotenti e somatiche che consente di autoassemblare organoidi in miniatura come polmoni, intestini, fegati, reni e così via. “Gli organoidi”, spiega, “aprono nuove frontiere in diversi campi della biologia e della medicina: basta ricordare la possibilità di analizzare in estremo dettaglio l’architettura e la fisiologia di un organo, di saggiare in breve tempo le proprietà farmacologiche di tante molecole utili alla medicina di precisione, di generare tessuti utili ai trapianti”. Fra le patologie su cui è stata possibile una maggiore consapevolezza grazie agli organoidi, annovera la fibrosi cistica e la microcefalia; ma questa pratica consente anche di verificare l’efficacia dei farmaci conto le infezioni da CoVid su reni, intestino e fegato.

La specifica difficoltà di assemblare un organoide riguardo al cervello sta appunto nell’ardimentosità del definire – da parte di neurobiologi e clinici – cosa sia effettivamente la coscienza, e se questa sia riducibile alla sola densità delle circuiterie neuronali. Il prof. Redi prende spunto dalla Ted Conference intitolata Growing mini brains to discover what makes us human della prof. Madeline Lancaster, biologa dello sviluppo americana che opera presso il Medical Research Council dell’Università di Cambridge.

Il numero de “La Lettura” con l’intervento di Carlo Alberto Redi sarà disponibile in edicola per tutta la settimana.

Carlo Alberto Redi è ghisleriano dal 1968. È socio nazionale dell’Accademia dei Lincei e Professore ordinario di Zoologia presso l’Università degli Studi di Pavia; il suo campo di ricerca investe la biologia cellulare e dello sviluppo. Suoi contributi sono apparsi sulle principali riviste scientifiche mondiali, a cominciare dall’European Journal of Histochemistry di cui è stato managing editor. Con la dott. Manuela Monti (Centro di medicina rigenerativa della Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo) svolge ricerche sulla neo-zoogenesi: caratterizzazione e isolamento di cellule germinali staminali prelevate da ovari umani e murini. Il prof. Redi e la dott. Monti hanno tenuto nel marzo 2020 in Ghislieri l’incontro Cellule staminali: approcci biomedici e nuove frontiere, che è disponibile al pubblico sul canale YouTube del Collegio (prima parte, seconda parte, terza parte). Entrambi hanno inoltre firmato, sempre su “La Lettura”, un intervento sulla zoonosi della pandemia da CoVid. Alla questione ecologica sottesa alla diffusione di nuove malattie ha dedicato il proprio intervento nel ciclo di conferenze web “Non fermiamo la cultura”.