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Un eroe antico per questo tempo di crisi – Andrea Marcolongo presenta “La lezione di Enea” mercoledì 4 novembre alle 21
La lezione di Enea - Andrea Marcolongo - copertina

“Soffre moltissimo, Enea, ma alla paura risponde sempre con l’audacia. Soprattutto, anche quando è in ginocchio, Enea pensa”. La giovane scrittrice Andrea Marcolongoautrice del bestseller La lingua geniale, dedicato all’importanza del Greco antico – presenta al Collegio Ghislieri il suo nuovo libro, La lezione di Enea (Laterza, 2020). L’incontro, in ottemperanza al Dpcm di ottobre, si terrà online: appuntamento mercoledì 4 novembre alle ore 21 sui canali web del Collegio. Per accedere, basta cliccare su questo link e inserire le credenziali (ID riunione: 922 5608 9542; Passcode: 022413; accesso consentito ai primi cento spettatori).

Per Andrea Marcolongo, Enea è l’eroe ideale per il tempo di crisi che stiamo vivendo. “Durante il lockdown abbiamo sperimentato il crollo di tutte le nostre certezze, e allora mi sono accorta che l’Eneide non è un poema adatto ai tempi di pace”, racconta. Del resto Virgilio scriveva mentre attorno a lui veniva meno la stabilità politica e sociale consolidata e Roma, con Augusto, si affacciava nell’Impero: una nuova fase storica piena di dubbi e novità imponderabili. Ed Enea è l’eroe la cui città d’origine, Troia, viene distrutta dalla guerra, costringendolo a fuggire verso terre ignote.

Enea è profugo e civilizzatore allo stesso tempo, sostiene Marcolongo: “Quando sbarca nel Lazio, il posto che vorrebbe chiamare casa, si trova di fronte a un manipolo di selvaggi: gli Italici, che per inciso siamo noi. La battaglia che condurrà però sarà soprattutto di tipo culturale. Quando tutto è in fiamme, come accade per Troia, l’unico modo di farcela è quello di non smettere, non arrendersi e condurre in salvo la nostra cultura verso una nuova meta, verso una nuova patria tutta da costruire”.

Nella storia itinerante di Enea non è difficile scorgere qualcosa della stessa Marcolongo: toscana, nata per caso a Crema, ha studiato a Milano e, dopo avere viaggiato a lungo, ha scelto di vivere a Sarajevo. L’autrice però è convinta che Enea sia d’esempio a tutti noi: per la sua resilienza, per la sua capacità non farsi scoraggiare, per i suoi sforzi nell’integrazione, perché riesce a non cadere nel ricatto di un “amore tossico”, quello per Didone. “Non ha nessuna dote magica, Enea: se può lui, allora possiamo e dobbiamo anche noi”.

Cosa significa essere Enea? Cosa può significare per noi italiani di oggi, posti di fronte a una delle più gravi crisi della storia? Semplice, spiega Marcolongo: “Di fronte alla distruzione, rispondere sempre: ricostruzione. Quando le cose non vano per nulla bene, ecco l’urgenza di Enea”.

Dal Ghislieri presenterà l’incontro il classicista Alessandro Maranesi, responsabile della Biblioteca del Collegio. “Andrea Marcolongo”, spiega Maranesi, “ha la rara capacità di inserire temi legati al mondo antico in un discorso politico di ampio respiro, consentendo alla classicità di raggiungere un pubblico più vasto. I suoi libri sono pamphlet scritti con la prospettiva di una millennial, che sa unire il dominio della materia con l’impeto dell’urgenza. Da sempre il Ghislieri si impegna a dare spazio a personalità in grado di far vibrare il dibattito civile e il progresso delle idee”, conclude, “e Andrea Marcolongo si candida a essere una delle voci più rilevanti sulla scena pubblica della net generation”.

Andrea Marcolongo, nata nel 1987, vive a Sarajevo. Si è laureata in Lettere Antiche all’Università Statale di Milano; scrive di cultura per La Stampa, D – La Repubblica e “Il Messaggero”. Ha esordito con un saggio diventato subito un caso editoriale: La lingua geniale. Nove ragioni per amare il Greco (Laterza, 2016), al quale hanno fatto seguito La misura eroica (Mondadori, 2018) e Alla fonte delle parole. 99 etimologie che ci parlano di noi (Mondadori, 2019).