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L’austerità fra misure emergenziali e strategia capitalista – Il nuovo libro di Clara E. Mattei

Dal primo dopoguerra alle ristrettezze sotto il fascismo, dai terribili anni Venti della mitteleuropa al cancelliere dello scacchiere di Margaret Thatcher, l’austerità ha costituito un leitmotiv della storia occidentale, venendo abitualmente presentato come modello positivo, ammantato di un valore etico quasi sacrale. Non a caso il manifesto riprodotto sulla copertina di Operazione austerità – il nuovo saggio della nostra Alunna Clara Elisabetta Mattei pubblicato da Einaudi – appaiono due mani circonfuse di luce che spezzano una pagnotta sopra lo slogan dall’eco evangelica: “Non sprecate il pane quotidiano”.

“L’austerità, come la conosciamo oggi, è emersa dopo la Prima guerra mondiale”, spiega l’autrice, che insegna Economia alla New York School for Social Research. “In un momento di inflazione fuori controllo e sollevazione democratica senza pari che interessò l’Europa intera, gli esperti economici dovettero imbracciare le loro armi più potenti per conservare quello che pensavano dovesse essere lo status quo. L’austerità fu lo strumento che parve loro più efficace: funzionò per mantenere il capitalismo indiscusso e reprimere ogni espressione di cambiamento sociale”.

Tale strategia dell’austerità, è la tesi propugnata nel volume, invale ancora. Tanto che le primissime pagine del saggio ci accompagnano dalla New York costretta a tagliare le spese sanitarie in piena emergenza Covid alla Santiago del Cile percorsa da sollevazioni per l’aumento del prezzo dei mezzi pubblici, al piano di salvataggio imposto dalla troika alla Grecia nel 2015. “L’austerità non è qualcosa di nuovo, né è un prodotto della cosiddetta ‘era neoliberista’ iniziata alla fine degli anni Settanta”, spiega la dott. Mattei. “Esclusi forse i quasi trent’anni di boom economico successivi alla Seconda guerra mondiale, l’austerità è infatti una costante del capitalismo moderno in ricorrente crisi”.

Operazione austerità è originariamente uscito in inglese, col titolo The Capital Order, per i tipi della University of Chicago press; la traduzione italiana è opera di Maria Lorenza Chiesara. L’uscita del libro in Italia ha causato molto dibattito nel consesso degli economisti, ricevendo grande attenzione sui giornali, anche in risposta a un commento della stessa dott. Mattei pubblicato in ottobre sul Guardian, intitolato Don’t be fooled: policymakers are quietly invoking austerity by other names; un suo intervento in italiano è stato invece pubblicato su Il Domani, all’interno dello speciale “Scenari: il grande gioco”.

Il celebre economista Thomas Piketty ha indicato Operazione austerità come “libro assolutamente da leggere, con lezioni chiave per il futuro; l’economia politica storica al suo meglio”, mentre Martin Wolf – editorialista del Financial Times – lo ha inserito fra i dieci migliori libri di economia del 2022. Su Altreconomia, Alessandro Volpi ha elogiato il volume poiché “chiarisce bene come l’austerità sia stata lo strumento principale con cui il capitalismo è sopravvissuto a sé stesso e alle grandi crisi, a cominciare dalle guerre, favorendo anche l’affermazione dei regimi”, aggiungendo che “i venti dell’austerità [stanno] tornando sotto forma di politiche monetarie restrittive e di nuove privatizzazioni, e forse si prepar[a] anche un ritorno dei regimi”. A margine della teoria della dott. Mattei è apparsa anche una riflessione di Salvatore Cingari sul manifesto.

Molto arguta la recensione di Roberto Mania sul Foglio. “Il libro non è facile e richiede impegno (tanto), ma ne vale la pena”, scrive. “E può far bene leggerlo anche a chi si lascia andare nelle granitiche certezze del neoliberismo (sì, ancora lui), mentre coltivare il dubbio è sempre salutare. Perché il capitalismo non se la passa così bene e a forza di pigri rattoppi rischia di sgretolarsi e condurci in selve (democraticamente) oscure. È uno scenario che conviene evitare, meglio provare a migliorarlo, il capitalismo. Anche se il libro vorrebbe più abbatterlo. E questo – sì – è un po’ vintage”.

Il Collegio Ghislieri vanta una notevole tradizione negli studi economici. Ghisleriani sono infatti, fra gli altri, Ezio Vanoni, autore della principale riforma fiscale dell’Italia repubblicana, Francesco Forte, anch’egli Ministro delle Finanze, e Riccardo Puglisi, apprezzato opinionista in materia. Operazione austerità di Clara Elisabetta Mattei sarà presentato in Collegio in primavera.

Clara Elisabetta Mattei, ghisleriana dal 2007, è Assistant Professor nel dipartimento di Economia della New School for Social Research di New York. Laureata in filosofia a Pavia, dopo avere conseguito un master a Cambridge e un dottorato congiunto fra Sant’Anna e Università di Strasburgo, nel 2018 è diventata membro della School of Social Sciences dell’Institute for Advanced Study di Princeton. La sua ricerca si appunta sulla storia del capitalismo e sull’esplorazione della relazione critica fra idee economiche e politiche tecnocratiche.