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Michele Taruffo (1943-2020)
ConJur - Morre o processualista italiano Michele Taruffo, aos 77 anos

Docente per quattro decenni di Procedura civile presso l’Università di Pavia, Michele Taruffo ha – nelle parole del Rettore, prof. Francesco Svelto – contribuito col proprio lavoro al prestigio internazionale dell’Ateneo. All’insegnamento pavese ha infatti aggiunto la attività come membro della Catedra de Cultura Juridica dell’Università di Girona, quella come visiting professor presso la Cornell University di Ithaca (New York), la Pontificia Universidad Católica de Chile, l’Universidad Nacional Autónoma de Mexico e l’Universidad de Medellín. Allo stesso modo è stato più volte ospite dell’Instituto Brasileiro de Direito Processual di San Paolo e, nel 2015, ha tenuto il corso Evidence Law and Truth in Comparative Perspective presso il China University of Political Science and Law di Pechino. Teatro di sue lezioni sono state Harvard, Yale, Oxford, Toronto, Parigi, Francoforte, Mosca, Montevideo, Buenos Aires, Cracovia, Madrid, Barcellona e decine di altre città.

A ogni latitudine Michele Taruffo è stato dunque riconosciuto come indiscussa autorità nel settore giuridico, tanto nel campo del Diritto processuale civile quanto nel campo del Diritto comparato, e per questo le sue opere sono tradotte in inglese, in spagnolo, in portoghese, in cinese e in giapponese. Ciò nondimeno è rimasto per tutta la vita legato al suo territorio d’origine e alle sue radici vigevanesi. Nella città lomellina è stato a lungo consigliere comunale, come indipendente nelle file del Pci, e anche primo presidente della locale Unità Socio-Sanitaria.

Alunno del Collegio Ghislieri dal 1961, nel 2005 è diventato Socio dell’Accademia Nazionale dei Lincei. È stato vicepresidente dell’International Association of Evidence Science e della International Association of Procedural Law/Association Internationale de Droit Processuel, oltre che membro di numerose associazioni accademiche e scientifiche (a cominciare dalla Associazione Italiana di Diritto Comparato e dalla Associazione Italiana tra gli Studiosi di Diritto Processuale), nonché consigliere scientifico per l’editore ETS di Pisa e per la collezione giuridica dell’editore Pons di Madrid.

Le sue pubblicazioni sono innumerevoli. Fra quelle che si sono rivelate da subito fondamentali ricordiamo Studi sulla rilevanza della prova (Cedam, 1970), La motivazione della sentenza civile (Cedam, 1975), La giustizia civile in Italia dal Settecento a oggi (Il Mulino, 1980) e Il vertice ambiguo. Saggi sulla Cassazione civile (Il Mulino, 1991). Oltre ai fortunati manuali e commentari composti assieme a studiosi quali Federico Carpi, Luigi Paolo Comoglio e Corrado Ferri, regolarmente riediti in versione aggiornata da Cedam, fra le sue opere più recenti spiccano il suo ultimo volume, Verso la decisione giusta(Giappichelli, 2019), che affronta il problema della verità dei fatti, della prova e della sua valutazione, e del giudizio conclusivo formulato dal giudice, e Sui confini. Scritti sulla giustizia civile (Il Mulino, 2002), in cui lo studio della giustizia civile viene messo alla prova non solo della comparazione fra diritti di varie nazioni ma anche della sociologia, dell’antropologia, della logica e della teoria del linguaggio. È inoltre possibile riascoltare online varie sue lezioni magistrali; segnaliamo in particolare La decisione giusta, tenuta lo scorso anno presso l’Università degli Studi della Tuscia, oltre a una lunga e vivida intervista (in spagnolo) per il canale della Catedra de Cultura Juridica.

Michele Taruffo si è spento a Pavia il 10 dicembre 2020.