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Le conseguenze psicologiche del lockdown – Pierluigi Politi e Marta Nola per “Non fermiamo la cultura”

L’emergenza sanitaria dovuta al Covid-19 ha avuto un impatto senza precedenti sulle vite private di individui di tutto il mondo. Moltissimi si sono visti sottrarre, per la prima volta e pur vivendo in contesti pienamente democratici, la libertà di movimento per un periodo limitato nel tempo ma che, a lungo, ha avuto una durata indefinita. Una situazione così fuori dal comune ha causato cambiamenti anche significativi nella salute psico-fisica di miliardi di individui; a queste conseguenze psicologiche del lockdown è dedicata la puntata odierna di “Non fermiamo la cultura”, il ciclo di conferenze pensate appositamente per il web da affermati Alunni del Collegio Ghislieri.

Nel corso dell’incontro il nostro Alunno prof. Pierluigi Politi – professore ordinario di Psichiatria presso il Dipartimento di Scienze del sistema nervoso e del comportamento al’Università degli studi di Pavia nonché direttore dell’Unità operativa di Psichiatria presso la locale Azienda Socio-Sanitaria Territoriale – ne parla con la dott. Marta Nola, psicologa, esperta nei settori dell’apprendimento e della ricerca-intervento sullo sviluppo socio-cognitivo, nonché titolare dell’attività di coaching per gli studenti del Collegio Ghislieri.

L’intervento è tanto più prezioso in quanto si colloca nell’ambito di un progetto di ricerca globale, a cui il Collegio Ghislieri ha aderito grazie alla partecipazione dei propri studenti; il prof. Politi e la dott. Nola ne raccontano quindi i metodi e i primi risultati. “La comunità scientifica internazionale”, spiega infatti la dott. Nola a Ghislieri.it, “è unanime nel sostenere l’importanza di progettare studi di ricerca che ci aiutino a comprendere gli effetti psicologici concreti del lockdown, al fine di produrre azioni di supporto sempre più efficaci. Quello cui ha aderito il Ghislieri è uno studio internazionale chiamato COH-FIT (ovvero Collaborative Outcomes study on Health and Functioning during Infection Times), che ha già coinvolto più di sessantamila partecipanti provenienti da centoventisei Paesi in tutto il mondo, allo scopo di identificare fattori di rischio e fattori protettivi che possano contribuire alla creazione di programmi di prevenzione in caso di ulteriori pandemie. Lo studio nasce grazie alla collaborazione di duecento scienziati in tutto il mondo, capeggiati dal prof. Christoph U. Correll (docente di Scienze Comportamentali presso i Feinstein Institutes for Medical Research di Manhasset, New York) e dal dott. Marco Solmi (ricercatore in Psichiatria presso il Padua Neuroscience Center dell’Università di Padova)”.

Il video dell’intervento del prof. Politi e della prof. Nola è disponibile sul canale YouTube del Collegio e sulla nostra pagina Facebook.