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Un sostegno alla formazione – Il responsabile terapia intensiva del San Matteo sul dono del Ghislieri

“È uno strumento bellissimo, davvero un sogno per noi e per chi ci lavorerà”. Non nasconde il proprio entusiasmo il prof. Giorgio Antonio Iotti, il nostro Alunno responsabile delle terapie intensive del Policlinico San Matteo, a seguito della consegna del simulatore polmonare avanzato che è stato possibile acquistare grazie al fundraising organizzato dal Collegio Ghislieri.

“Io sono felice”, dichiara il prof. Iotti, “che gli amici ghisleriani, gli Alunni e tutti quelli che hanno voluto usare il Collegio Ghislieri come convogliatore della propria generosità abbiano dedicato il proprio pensiero ai rianimatori del San Matteo, che dirigo, per metterci a disposizione uno strumento bellissimo: uno strumento per la ricerca, uno strumento per la formazione. Trovo molto significativo che tutto questo arrivi proprio dalla comunità ghisleriana, da sempre a sostegno della formazione e dell’educazione dei giovani”.

All’inizio dell’emergenza Coronavirus il Rettore del Collegio, prof. Andrea Belvedere, aveva lanciato un appello per una raccolta fondi di cui il Ghislieri si sarebbe fatto promotore e coordinatore, oltre che generoso sostenitore. Alle donazioni di Fondazione Ghislieri e Associazione Alunni si sono rapidamente aggiunte quelle degli studenti in corso e delle loro famiglie, di Alunni laureati di ogni età, del personale del Collegio, di amici e sostenitori storici, oltre che di privati cittadini ed esercizi commerciali che non hanno voluto far mancare il proprio contributo rispondendo con liberalità all’appello del Rettore. È stata un’ulteriore riprova di come il Ghislieri sia una comunità che aggrega persone a vario titolo capaci di dare il proprio apporto al contesto sociale e culturale.

Non appena raggiunta la quota di 25.000 euro, in pochi giorni, erano stati immediatamente acquistati dei dispositivi di protezione individuale che aiutassero il personale sanitario del San Matteo a far fronte al picco della pandemia. La restante quota dei quasi 78.000 euro complessivi, raccolti nei mesi successivi, è invece stata destinata all’acquisto del simulatore polmonare avanzato TestChest, prodotto da NeoSim.

“Si tratta di uno strumento che consente di fare della simulazione ad alta fedeltà”, spiega il prof. Iotti, “riproducendo casi veri. Mette quindi i giovani intensivisti alla prova, utilizzando strumenti come ventilatori meccanici, monitor, e tutta l’attrezzatura di cui ci serviamo tutti i giorni in terapia intensiva; questi giovani medici potranno essere sottoposti alla sfida di provare a trovare soluzioni per le condizioni difficili, con il vantaggio di poter concentrare tutto nel tempo. Sono convinto che sarà molto utile per la cura dei malati in terapia intensiva”.

Il simulatore polmonare avanzato è un fondamentale strumento di ricerca: “Uno strumento estremamente sofisticato”, continua, “che ci permette di fornire delle risposte che non seguono semplicemente dei modelli ideali ma dei casi reali”. Si tratta di un investimento in prospettiva, che consente di risparmiare tempo prezioso in caso d’emergenza, legata o meno a un’eventuale seconda ondata della pandemia. “La cura di un ammalato con insufficienza respiratoria CoVid grave”, conclude il prof. Iotti, “richiede diverse settimane. Durante queste settimane noi intensivisti ci alterniamo al lavoro e il successo è frutto di una squadra molto numerosa di medici e di infermieri. Con questo simulatore noi potremo consentire al singolo giovane specializzando, o giovane intensivista, di provare a tentare soluzioni in tempo limitato – un quarto d’ora, venti minuti – avendo immediatamente un feedback sul risultato delle sue scelte”.