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La fede di Händel – Concerto del Collegium Vocale di Crema giovedì 20 aprile in Ghislieri

“Händel desiderava morire nel giorno del Venerdì Santo: in realtà morì il Sabato Santo del 1759, il giorno in cui il ‘silenzio liturgico’ fa da preparazione al grande momento dell’Alleluia pasquale. Questa fede cristiana, polarizzata sul momento della passione di Cristo permette al compositore di scrivere i cori più possenti della sua opera, quelli anche più musicalmente impegnativi, a sottolineare ogni singolo particolare della sofferenza del Messia: le percosse, gli insulti, perfino la carne strappata dai flagelli”.

È questa la premessa teorica avanzata dagli organizzatori del ciclo händeliano del Collegium Vocale di Crema, di cui il Collegio Ghislieri ospiterà la tappa finale giovedì 20 aprile alle ore 21 in Aula Magna. La sera della domenica delle Palme si è tenuta, a Bagnolo Cremasco, Ecce Agnus Dei, una selezione dal Messiah di Georg Friedrich Händel, con Coro e Orchestra del Collegium Vocale di Crema diretti dal M° Giampiero Innocente (solisti sono il soprano Veronika Kralova e il basso Davide Hong shin Kil). La stessa formazione eseguirà in Ghislieri una selezione del Messiah. L’evento è organizzato in collaborazione con il Rotary Club Pavia Minerva; l’ingresso è libero, dietro offerta, e parte del contributo verrà destinato alla Comunità di Sant’Egidio. Fra gli organizzatori compare anche il nostro Alunno Francesco Aliquò Mazzei.

Proprio al M° Innocente si deve la fondazione del Collegium Vocale di Crema, nel 1994, con una scelta di repertorio in favore della musica sacra, per portare gli ascoltatori a rivivere le emozioni e i significati delle antiche liturgie. Nato dapprima come coro, il Collegium Vocale di Crema si è dotato di una orchestra a partire dal 2005, anno in cui è stata avviata la tradizione di ospitalità dei cori di college britannici, che hanno portato il Collegium Vocale di Crema a tournée in Inghilterra e in Scozia.

Non c’è compositore che più di Händel sia adatto al tempo di Pasqua, spiegano ancora gli organizzatori: “La sua profonda religiosità trova nei brani della passione e della morte di Cristo una mirabile trasfigurazione musicale: arie e cori cantano, attraverso il testo della King James Bible, le parole dei profeti che avevano predetto la venuta di un Messia che sarebbe stato condannato e ucciso, per poi risorgere e aprire a ogni credente l’eternità della gloria, che costituisce la terza parte della lunga e sublime opera musicale”.

Ascoltando il Messiah di Händel è impossibile restare indifferenti di fronte all’aria Perché fremono le genti e congiurano insieme?, che spicca nella parte centrale, dedicata alla passione, e che viene cantata dal basso; di lì a poco tuttavia il soprano intona Io so che il mio redentore vive, al termine dell’esplosione di colori e luci del celeberrimo Hallelujah. E proprio le parole di quest’aria – “I know that my redemeer liveth” – sono incise sulla tomba di Händel a Londra, nell’abbazia di Westminster, a mo’ di testamento spirituale, dichiarazione netta e incrollabile di fede.