A Marco Vitale il Premio Vergani – Un riconoscimento all’impegno professionale e filantropico

Marco Vitale: Sweet Mountains va nella direzione giusta

“Ho ricevuto pochissimi premi in vita mia e non li ho mai ricercati”, ha dichiarato il nostro Alunno prof. Marco Vitale, economista d’impresa di fama internazionale, ricevendo il Premio Vergani. “Un premio a me carissimo è stato il premio alla carriera che qualche anno fa mi fu assegnato dallo storico Collegio Universitario Ghislieri di Pavia, dove ebbi la fortuna di vivere i miei indimenticabili anni universitari; anni felici e formativi non solo per lo studio ma per l’amicizia, per l’impegno sociale, per la sensibilità, per il senso civico”.

L’edizione 2021 del Premio Vergani – sezione “Milan col cöeur in man” – è stata assegnata al prof. Vitale insieme al giornalista del Corriere della Sera Giangiacomo Schiavi, “per il servizio e l’attenzione al futuro della filantropia”. Il Premio, la cui giuria è presieduta dal direttore del Corriere Luciano Fontana, ha l’obiettivo di sottolineare il ruolo e la funzione che il cronista svolge nel lavoro quotidiano a contatto diretto con istituzioni e cittadini, ma anche “per dare un concreto riconoscimento a coloro che si sono particolarmente distinti per impegno professionale e umano”.

Il prof. Vitale, rinomato economista d’impresa, è stato riconosciuto dalla giuria come “bresciano di nascita, milanese per residenza, internazionale per cultura e attività”. Ha dichiarato che il Premio Vergani gli è particolarmente caro per più motivi. “Perché è un premio in memoria di Guido Vergani, che ho conosciuto e stimato come uomo, come cittadino e come giornalista. Perché è un premio spontaneo e non sollecitato che viene dalla base del giornalismo e da parte di chi osserva sistematicamente e conosce la realtà. Perché sono stato affiancato a Giangiacomo Schiavi, col quale ormai da decenni dialoghiamo con reciproco beneficio sui temi di Milano. E, infine, perché il filo rosso che mi unisce a Guido Vergani e Giangiacomo Schiavi è proprio il grande e genuino amore per Milano, per la sua storia, per il suo spirito, per le sue qualità realizzatrici; anche se amare vuol dire avere anche la capacità di criticare quello che non va, nell’illusione o nella speranza di portare il nostro granello di sabbia al miglioramento continuo della nostra cara città”.

Alle prospettive future che attendono Milano, in particolare, il prof. Vitale aveva dedicato un intervento approfondito sul Corriere, prontamente ripreso da Ghislieri.it, in occasione dell’uscita del suo volume Al di là del tunnel (Serra Tarantola, 2020). Inoltre, sul canale Youtube del Collegio è disponibile il video integrale del suo intervento in occasione dell’accettazione del Premio Ghislieri 2014. Infine, in un recente discorso pronunciato su invito dei Lions di Mirandola, ha tratteggiato pregi e difetti socioeconomici dell’Italia così come sono emersi da questi mesi di emergenza sanitaria.

Marco Vitale, Premio Ghislieri 2014, è ghisleriano dal 1955. Economista, è uno dei maggiori protagonisti italiani nel mondo della cultura d’impresa. Oltre che consulente, è stato Presidente o membro del Consiglio d’Amministrazione di numerose imprese eccellenti, fra cui Smeg, Snaidero, Ermenegildo Zegna, Recordati. Dal 2010 al 2013 ha presieduto il Fondo Italiano d’Investimento delle Piccole e Medie Imprese. Cofondatore e primo presidente del Gruppo Arca, costituito da un rilevante gruppo di banche popolari, è stato vicepresidente e membro del Comitato Esecutivo della Banca Popolare di Milano dal 2001 al 2009. A una generosa attività di docenza presso l’Università di Pavia, l’Università Bocconi e altri atenei, ha sempre affiancato una notevole produzione: fra le sue moltissime pubblicazioni segnaliamo La lunga marcia verso il capitalismo democratico (Il Sole 24 Ore, 1989), Liberare l’economia. Le privatizzazioni come terapia alla crisi italiana (Marsilio, 1993), Passaggio al futuro. Oltre la crisi, attraverso la crisi (Egea, 2010) e Al di là del tunnel (Serra Tarantola, 2020); argomento di altri suoi libri sono stati don Luigi Sturzo, Arturo Benedetti Michelangeli, l’imprenditorialità sportiva. La motivazione del Premio Ghislieri ne sottolinea “il percorso svolto con spirito pionieristico e visione profondamente internazionale nel settore della pianificazione e dell’innovazione aziendale” nonché “il poliedrico impegno in settori strategici della cultura imprenditoriale e nella società civile, la curiosità intellettuale e le capacità di divulgazione dei valori di un’imprenditoria illuminata”.