Dal 19 al 23 febbraio la Winter School al Ghislieri, organizzata dal Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Pavia

Obiettivo: preparare i decisori del futuro. La Winter School targata 2024 intende offrire ai partecipanti le competenze e le conoscenze necessarie per contribuire all’efficacia e all’eccellenza operativa di organizzazioni nazionali e internazionali, amministrazioni pubbliche e realtà del terzo settore, con particolare riferimento a quelle che si occupano di temi legati a sfide di carattere globale. Un esempio: il cambiamento climatico, la biodiversità, la salute, le disuguaglianze, l’invecchiamento della popolazione e i disastri naturali. 

Ma di che cosa si tratta? Internazionale e interdisciplinare la Winter School è organizzata dal Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università degli Studi di Pavia, ha come titolo  “Social Sciences for Global Challenges” e si tiene dal 19 febbraio al 23 febbraio 2024 in presenza presso il Collegio Ghislieri di Pavia e a distanza. 

Si tratta di un programma di formazione intensivo, innovativo e inclusivo per affrontare il tema delle sfide globali in ambiti come salute, ambiente e sicurezza, attraverso l’integrazione tra la quasi centenaria tradizione delle scienze sociali pavesi e le scienze dure. Una scuola altamente interattiva, le cui lezioni verranno condotte attraverso l’uso di strumenti di didattica innovativa come giochi di ruolo, simulazioni, scenari e dibattiti. 

Dovevano essere quaranta i partecipanti e invece, visto l’alto livello delle candidature presentate, sono diventati 55, provenienti da ogni parte del mondo. “Solo il 40% degli studenti è italiano e di questi meno della metà è di Pavia -spiega la professoressa Silvia Figini, direttore del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Pavia- arrivano da Milano, Roma, Salerno, Napoli prevalentemente. Invece del restante 60% non italiano si segnalano studenti da Romania, Polonia, Finlandia, Spagna, Francia, Inghilterra ma anche India, Iran, Pakistan, Cina e Africa. Veramente un gruppo molto composito, che proviene in prevalenza dalle facoltà di Scienze Politiche, con studi nelle relazioni internazionali e nelle emergenti scienze sociali”. Laureandi, ricercatori e assegnisti rappresentano la percentuale più significativa dei partecipanti.

Chiediamo alla professoressa Silvia Figini che cosa significhi formare un decisore del futuro. “Vuol dire creare professionisti con conoscenze approfondite multidisciplinari -commenta- capaci di integrare le scienze politiche sociali con le cosiddette scienze dure per affrontare ogni complessità a trecentosessanta gradi. Oggi è importante avere figure brave ad abbattere le barriere culturali e linguistiche, ma anche di avere grosse capacità di negoziazione e riuscire a interpretare i dati utilizzando la matematica e le scienze dure. Ad oggi mancano”.

Ed è per questo che la facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Pavia, che inizia l’anno del centenario, si appresta da settembre a inaugurare uno specifico percorso di formazione dedicato a questi futuri decisori, avviando un nuovissimo corso di laurea in lingua inglese, che si chiamerà proprio “Social Sciences for Global Challenges”. Un corso totalmente proiettato nel futuro, che premia l’intraprendenza della più antica facoltà di Scienze Politiche in Italia (insieme a quelle di Padova e La Sapienza di Roma).