La narrazione del femminicidio in Italia – La ricerca di Chiara Zanchi premiata a Taiwan

Una cerimonia (benché virtuale) a Taiwan ha premiato questa la ricerca di una nostra Alunna come autrice del miglior paper nel secondo convegno dell’area asiatico-pacifica dell’Association for Computational Linguistics. Chiara Zanchi – insieme a Gosse Minnema, Tommaso Caselli, Malvina Nissim e Sara Gemelli – ha creato infatti un sistema che predice automaticamente la percezione dei lettori di fronte a una stessa notizia proposta con termini differenti.

Nello specifico, la loro ricerca si è concentrata sulla narrazione del femminicidio in Italia. “Il linguaggio ci permette di parlare dello stesso evento da prospettive differenti”, spiegano gli autori. “Ad esempio, nel caso di un incidente stradale, possiamo descrivere l’evento concentrandoci sulla vittima (‘ciclista ferito in un incidente’), sull’autista (‘autista investe ciclista’), oppure su un oggetto (‘scontro fra automobile e bicicletta’). Per questo abbiamo analizzato un ampio corpus di articoli giornalistici per estrarre automaticamente frasi, e successivamente abbiamo chiesto ai partecipanti di rispondere a domande su come le percepissero. Ad esempio: quanta attenzione è riservata alla vittima rispetto al perpetratore? A chi viene addossata la responsabilità dell’omicidio?”.

Dopo la creazione del sistema di predizione automatica delle reazioni, i risultati hanno confermato che il modo in cui una sentenza viene scritta influenza il modo in cui i lettori percepiscono l’evento riportato. La ricerca, condotta in collaborazione fra l’Università di Groningen e l’Università di Pavia, dove la dott. Zanchi è Ricercatore in Glottologia e tiene il corso di Dati empirici e teorie linguistiche, è contenuta nell’articolo Dead or murdered? Predicting responsibility perception in femicide news report, disponibile integralmente su Arxiv.org.

Chiara Zanchi è ghisleriana dal 2008 ed è Ricercatore in Glottologia presso l’Università di Pavia, dove ha conseguito la laurea triennale in Antichità classiche e orientali e la laurea magistrale in Linguistica. Il suo interesse di ricerca – dopo la tesi dottorale sulla morfosintassi comparativa in Vedico, Greco omerico, Slavonico e Irlandese antico – si è concentrato sul campo della linguistica indoeuropea, della pragmatica, della linguistica cognitiva e della costruzione di risorse linguistiche. Nel 2019 ha pubblicato la monografia Multiple preverbs in ancient Indo-European languages.