Castello di Lardirago

Origine della proprietà

Nel 1569 Papa Pio V, con la Bolla “In supereminenti sedis apostolicae”, trasferiva al Collegio Ghislieri la proprietà del feudo di Lardirago e del suo Castello dalla mensa dell’Abazia di San Pietro in Ciel d’Oro. Da allora le prerogative amministrative sono passate al nuovo proprietario e tali sono rimaste sino ad oggi, attraverso la dominazione spagnola, il governo della Casa d’Austria, la rivoluzione francese e dopo l’unità d’Italia.
In passato il Castello ha svolto funzioni di difesa, residenza aristocratica, deposito e custodia delle messi, oltre che di amministrazione del territorio circostante. Tali funzioni, al giorno d'oggi, non sono oggi più attuali, e dopo l’ultimo conflitto mondiale l’imponente edificio è andato gradualmente in disuso. E’ sorta così la necessità di valorizzare nuovamente la struttura, e l’Amministrazione del Collegio ha ritenuto che l’impiego oggi più appropriato si identifichi con le stesse finalità culturali del Ghislieri.

Il complesso architettonico

Il Castello fa parte di un complesso architettonico ubicato in Comune di Lardirago (circa 7 Km a nord di Pavia, in prossimità della strada provinciale Pavia–Melegnano), vincolato dalla competente Soprintendenza, costituito dallo stesso Castello, dal suo Ricetto e dalla vicina cascina Cortegrande.
Il Castello è una tipica costruzione del periodo Visconteo, edificata nel XIV secolo a completamento di preesistenti strutture fortificate databili all’XI e XII secolo. Il Ricetto, ubicato a sud del Castello, risale anch’esso al XIV secolo. A levante del Castello si trova la Cascina Cortegrande, risalente al XVI e XVII secolo, composta da più edifici prospicienti una grande corte di forma quadrangolare, secondo il tradizionale schema della cascina lombarda.

Il Castello

Si tratta di un edificio complesso, composto da diversi elementi edilizi costruiti in epoche successive. Presenta un perimetro esterno a pianta quadrata ed è composto da quattro corpi di fabbrica di differente larghezza ma di pari altezza che, uniti ad angolo retto, formano una corte interna a pianta rettangolare. Solo nel lato est l’omogeneità dei volumi è interrotta dalla presenza di una torre, che si erge oltre il livello della copertura. In pianta la torre risulta inclusa tra la fronte verso corte e la fronte esterna del corpo orientale.
Il corpo di fabbrica orientale è composto da due elementi distinti, costituiti dalla torre e dall’estremità settentrionale caratterizzata dal portico con archi in cotto a vista. Il piano terreno della torre racchiude la Cappella romanica di San Gervasio (datata all'XI secolo), alla quale si può accedere direttamente dalla corte interna. Nella porzione nord-ovest del fabbricato si apre un ampio portico, sul cui muro di spina sono evidenti i profili di cinque archi acuti attualmente tamponati, che denotano una chiara trasformazione edilizia dell’impianto originario.
Volendo ripercorrere la storia del Castello si deve necessariamente iniziare dalla Cappella, racchiusa nelle mura della torre, la cui struttura è stata più volte rifatta e cancellata dai vari proprietari per gli usi che nei secoli si sono succeduti. Motivo di particolare interesse è la riconoscibilità di due successivi interventi, eseguiti a fine ‘300 e un secolo più tardi, che divennero occasione per due significative reinvenzioni della sua volumetria. Inizialmente privata del tetto, la Cappella vide innalzata, esattamente sul suo perimetro, una elevazione che si configurò come l’alta torre rettangolare che vediamo oggi. L’intervento comportò sul prospetto frontale interno l’aggiunta di un portale di terracotta, databile alla seconda metà del XIV secolo.
Una peculiarità della Cappella, cuore antico del Castello, consiste nel fatto che le pitture sono proprio incorporate entro stratificazione edilizie successive (ma non per questo di minore importanza storica e artistica) e riportare alla luce le prime comporterebbe la demolizione delle seconde.
Dobbiamo quindi limitarci a sfogliare filologicamente le sovrapposizioni, per una ricostruzione almeno virtuale dell’edificio, sulla base di quanto alcuni mirati assaggi nelle murature hanno permesso di porre e mantenere in vista.
Un’altra struttura edilizia particolare è la scala, o meglio la rampa elicoidale, situata entro il lato meridionale del Castello. Al vano che la ospita si accede direttamente dal cortile, tramite aperture situate nell’angolo di sud-ovest del cortile stesso.
E’ difficile tentare una ricostruzione dell’antico andamento della scala; si può comunque supporre che anche in origine essa consentisse l’accesso alle cantine del piano seminterrato, ai locali e alle ampie sale poste ai vari piani dell’ala occidentale, fino al sottotetto ovvero ai cammini di ronda di un tempo. Il piano inclinato della rampa elicoidale, di pendenza attenuata, poteva essere percorso anche da cavalli e da piccoli carri.

Progetto e fasi del restauro

Il Collegio Ghislieri da circa un decennio ha avviato il recupero dell’intero complesso edilizio, iniziando dal Castello e programmando i lavori secondo le proprie disponibilità finanziarie. Il progetto generale prevede il rinnovo del Castello come sede di molteplici attività culturali, congressuali ed espositive. Il Ricetto è destinato a foresteria. Nella Cascina Cortegrande è prevista la realizzazione di alloggi e spazi collettivi destinati ad ospitare i partecipanti alle attività svolte in Castello.
I lavori di restauro hanno sino ad ora portato alla riqualificazione dell’ala di levante del Castello. Il recupero di una costruzione molto complessa, la cui struttura rispecchia un millennio di storia, ha comportato necessariamente difficili scelte architettoniche, che hanno conservato e valorizzato le impronte del passato, ma nel contempo hanno consentito l’utilizzo dell’edificio secondo le esigenze più attuali. Gli impianti generali e di climatizzazione sono già predisposti per tutto l’edificio. Nelle sale ed aule ristrutturate vengono oggi ospitati convegni, seminari, corsi di formazione avanzata, concerti e manifestazioni varie. Il gradimento espresso dai frequentatori, italiani e stranieri, è unanime.
L’impegno del Collegio è di proseguire nei lavori di restauro dell’intero complesso architettonico, tesi a realizzare una struttura prestigiosa, particolarmente adatta come sede per attuare progetti di elevata qualificazione.

Destinazione d’uso

La realizzazione del riuso del complesso architettonico di Lardirago comporta una valorizzazione del patrimonio storico del Ghislieri, situato in una zona strategica in prossimità del confine tra la provincia di Pavia e quella di Milano.
Sinora è stato completato il recupero dell’ala orientale del Castello, già attrezzata per svolgervi alcune attività culturali e formative organizzate dal Collegio: corsi di formazione avanzata per Medici, Biologi e Biotecnologi, seminari e convegni scientifici, concerti di Ghislierimusica. Le sale e gli spazi (interni ed esterni) attualmente a disposizione già consentono altre utilizzazioni, come mostre, esposizioni e manifestazioni varie. E’ stata quindi impostata la pubblicizzazione del Castello, per farne conoscere la bellezza a potenziali utilizzatori, anche per eventi occasionali.
In futuro, con il procedere dei lavori di restauro e del riuso degli edifici, potranno venir svolte altre attività culturali, formative, congressuali ed espositive, anche organizzate in collaborazione con altri Enti e Istituzioni.

Depliant informativo
 
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