CHI SIAMO

La Fondazione Ghislieri raccoglie un’eredità storica e culturale che nasce nel 1567, quando viene fondato da papa Pio V, al secolo Antonio Michele Ghislieri, il collegio che da lui prende il nome.

Oggi il Ghislieri è una realtà unitaria ma articolata, frutto di innovazioni e trasformazioni che hanno attraversato la sua vita, e che si esprime primariamente nel Collegio, nel Centro di Musica Antica e nell’Associazione Alunni.

Il Ghislieri è oggi posto sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.

La storia

Pio V fonda il Collegio Ghislieri per giovani di modeste possibilità economiche ma dotati di ingegno, concependolo come un luogo per formare dei professionisti laici secondo i valori della Chiesa (contro)riformata. Il 27 novembre 1567 vengono nominati i primi 4 alunni e da lì a poco viene promulgata la Bolla di Fondazione che contiene il motto che è ancora oggi quello che esprime lo spirito e i valori del Ghislieri (sapientia cum probitate morum coniuncta humanae mentis perfectio) e una seconda bolla che destina un vasto patrimonio fondiario al Collegio per garantirne l’indipendenza economica.

Il Collegio viene da subito dotato di una biblioteca di 350 volumi fatti arrivare appositamente da Venezia, allora centro editoriale di importanza mondiale, mentre vengono redatte le Costituzioni che regolano la vita interna alla struttura.

Nel 1771 il patronato del Collegio, dalla famiglia Ghislieri, passa a Maria Teresa d’Austria, legandolo non più a una famiglia ma all’autorità statale: è in questo contesto di trasformazioni che il Collegio inizia a essere inteso come fucina per la creazione della classe dirigente.

L’arrivo nel 1796 delle truppe napoleoniche, che pure mettono a ferro e fuoco Pavia e il suo contado, non ferma la vita del Collegio che riapre già il successivo anno accademico con 25 alunni. Sono anzi questi gli anni del breve Rettorato di Giovanni Rasori (1766-1837), professore di patologia e primo laico a ricoprire questo incarico. Rasori, tra le tante iniziative di ispirazione secolare, stila un regolamento legato ai valori repubblicani e sostituisce le letture delle Sacre Scritture con quelle delle Vite di Plutarco.

Questo clima di fervore e cambiamento è però destinato a durare poco: chiuso nel 1799 e riaperto nel 1803, il Ghislieri dal 1805 al 1816 viene trasformato in scuola militare.

Ritornerà ad essere collegio nel 1818, quando sul portone viene issata l’aquila degli Asburgo. Mantenuta l’innovazione napoleonica, ancora oggi in vigore, di dotare il Collegio di un Consiglio di Amministrazione, vengono da subito banditi sessanta posti di alunno gratuiti per “quei giovani di limitate fortune i quali avendo compiuto il corso filosofico vorranno recarsi all’Università di Pavia”. Il governo asburgico promuove inoltre la trasformazione dei regolamenti interni, votandoli al rigore e alla disciplina degli alunni.

Dietro alla severità imposta dalla restaurazione asburgica, il Ghislieri si sta però già trasformando in un luogo di fermenti e di idee patriottiche.

I sentimenti di molti collegiali (si pensi, fra i tanti, a Cesare Correnti, futuro Ministro dell’Istruzione dell’Italia unita, e a Giuseppe Zanardelli, futuro Primo Ministro) che diverranno figure di spicco del Risorgimento e delle lotte per l’indipendenza italiana accompagneranno la storia ghisleriana di tutta la prima parte dell’Ottocento. Il Ghislieri è luogo dove passano tanti dei protagonisti delle Cinque Giornate di Milano, dove si conoscono e si discutono di nascosto gli ideali mazziniani e dove giovani ricchi di ideali e di intelligenze si preparano a lottare per un’Italia Unita.

Non è un caso che nel novembre 1859, quando riapre sotto l’egida del neonato Regno d’Italia, il Ghislieri viene subito visitato dal suo nuovo patrono, il re Vittorio Emanuele II.

Nel 1861 viene approvato un decreto che regola l’ingresso in Collegio: i posti di alunno sono conferiti mediante esame, venendo così sancito per la prima volta in Italia il principio di merito negli studi come oggi lo conosciamo.

Si stabilisce inoltre già allora che ai collegiali che si distinguono in modo particolare possano essere date borse di studio di perfezionamento, in patria o all’estero.

Da lì a qualche anno il Ghislieri, insieme al Comune e alla Provincia di Pavia, eroga ingentissime somme all’Università per promuoverne nuove strutture e costruirne altre, salvandola di fatto dalla situazione di difficoltà economica e politica in cui versava. Inizia inoltre un’opera di ammodernamento della struttura e dei servizi del Collegio, che lo trasformano, rendendolo un unicum nell’Italia dell’epoca.

L’attività si interrompe solo negli anni della Prima Guerra Mondiale, quando il Collegio viene trasformato in ospedale militare e molti dei suoi alunni trovano la morte al fronte. In quest’epoca travagliata inizia il Rettorato, che dura fino al 1943, dello studioso di diritto romano Pietro Ciapessoni. Durante gli anni del Fascismo, Ciapessoni salvaguarda l’indipendenza dell’Istituzione e apporta nuovi importanti lavori di ammodernamento e abbellimento della struttura, allo stesso tempo coltivando e promuovendo borse di perfezionamento, soprattutto all’estero, per studenti non abbienti ma meritevoli, che grazie al Collegio riescono non solo a ricevere un’educazione intellettuale e a migliorare la propria condizione sociale, ma ad emergere come professionisti ed accademici apprezzati sul piano nazionale ed internazionale.

È nella breve ma significativa esperienza del Rettore Teresio Olivelli, nel 1943, che si pongono le basi per ulteriori sviluppi del Collegio. È infatti Olivelli a lanciare l’idea da cui nascerà, subito dopo la guerra, l’Associazione Alunni del Collegio Ghislieri, cui possono aderire gli alunni del Collegio Ghislieri dopo il conseguimento della laurea. Tra gli scopi principali dell’Associazione Alunni vi sono la valorizzazione della tradizione ghisleriana (anche attraverso la promozione del senso di appartenenza, collaborazione e solidarietà tra gli alunni), il sostegno alle attività del Ghislieri e l’istituzione di premi e borse di studio per gli studenti, l’organizzazione di eventi culturali di vario genere. L’Associazione Alunni del Collegio Ghislieri è retta da un Consiglio Direttivo democraticamente eletto da tutti gli alunni soci, ogni quattro anni. I membri del Consiglio Direttivo eleggono a loro volta un Presidente.
(L’Associazione Alunni, riconosciuta come persona giuridica nel 1989, designa attualmente tre componenti del Consiglio di Amministrazione della Fondazione).

Il Collegio del Dopoguerra viene guidato, dal 1945 fino al 1979, da Aurelio Bernardi, studioso di storia romana che, nel 1966, riesce finalmente a coronare il progetto a lungo prospettato dell’apertura di una sezione femminile, che viene istituita grazie alla benefattrice Sandra Bruni che dà vita alla Fondazione a lei intitolata. L’inaugurazione vede l’arrivo in Collegio di 40 studentesse: il Ghislieri diventa così il primo collegio universitario misto d’Italia (anticipando anche molte prestigiose istituzioni britanniche e statunitensi). La Fondazione Sandra Bruni nel 2019 viene incorporata dalla Fondazione Ghislieri.

Gli ultimi decenni hanno visto una costante crescita delle attività e delle iniziative culturali proposte e offerte dal Collegio, delle sue strutture e dei suoi servizi.

Il Ghislieri, in questa prospettiva, ha deciso di dare impulso anche alla sua attività musicale, sostenendo l’Associazione Ghislierimusica, nata nel 2006 a partire dal Coro Universitario del Collegio Ghislieri, formazione amatoriale coinvolta in un percorso formativo qualificato e impegnata in una intensa attività concertistica. Col tempo Ghislierimusica si è sempre più sviluppata, divenendo uno dei centri di produzione più attivi in Italia e in Europa nel campo della musica classica e barocca, eseguita su strumenti d’epoca, specialmente attraverso l’attività concertistica dell’ensemble residente Coro e Orchestra Ghislieri, che si esibisce nei più importanti festival europei. Negli anni, Ghislierimusica ha sviluppato una importante attività di ricerca filologica sui repertori inediti e rari, in ambito barocco e classico, e ha dato vita a nuovi progetti che riportano alla luce e diffondono i risultati delle ricerche in Italia e in Europa. Tra le attività di produzione di Ghislierimusica uno spazio particolarmente significativo è dedicato alle residenze artistiche presso il Collegio Ghislieri. Per queste ragioni dal 2019 Ghislierimusica diventa il Centro di Musica Antica della Fondazione Ghislieri: un rinnovamento che fa tesoro della crescita della struttura e della sua rilevanza a livello nazionale e internazionale.

Nel 2003, il Ghislieri ha inoltre fondato il Centro per la Comunicazione e la Ricerca, ora divenuto Centro Didattica Universitaria e Ricerca, che organizza corsi e attività seminariali di alta formazione e finanzia la ricerca soprattutto in ambito biomedico, attraverso l’erogazione di borse di studio ed assegni.

Oltre a queste iniziative, negli ultimi anni è stato portato a termine un importante piano edilizio di costruzione, ampliamento e valorizzazione delle strutture. A partire dagli anni Ottanta è stata promossa e finanziata la costruzione di Ca’ della Paglia, nata come residenza per alunni laureati ed oggi collegio di merito aperto principalmente a dottorandi di ricerca, studenti internazionali e specializzandi.

A cavallo tra anni Novanta e primi anni Duemila il Ghislieri si è assunto l’onere della trasformazione della chiesa di San Francesco di Paola nella nuova grande Aula Magna del Collegio, utilizzata per grandi eventi, concerti ed incontri. Così come si era fatto carico in precedenza del restauro del grande complesso architettonico del Castello di Lardirago, splendido edificio del XIV secolo, ora attrezzato e aperto a mostre, esposizioni e manifestazioni.